Le tecniche sono le più disparate, l’obiettivo è sempre uno: alleggerire i conti correnti. Portare via i risparmi e svaligiare le case dei malcapitati. Dai finti carabinieri e falsi avvocati ai sedicenti operai di gestori di energia o telefonia: tantissimi cittadini finiscono nel mirino dei malviventi, a rischio sono soprattutto gli anziani anche se d’estate, con le partenze per le vacanze e le case incustodite, il pericolo riguarda tutti.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, in un anno in Italia vengono svaligiati più di 155mila appartamenti, praticamente uno ogni 3 minuti, con un rapporto di quasi 264 furti ogni centomila abitanti. In Sardegna in un anno sono state svaligiate 1.296 abitazioni, dato che equivale a quasi 4 furti in casa al giorno. Il numero maggiore di casi è stato denunciato a Cagliari (599), seguita da Sassari (426), Nuoro (186) e Oristano (84).

Blitz dei ladri in una casa (foto archivio Unione Sarda)
Blitz dei ladri in una casa (foto archivio Unione Sarda)

Blitz dei ladri in una casa (foto archivio Unione Sarda)

Gli appelli delle forze dell’ordine sono sempre quelli di tenere la massima prudenza, non aprire agli sconosciuti e in casi sospetti è sempre preferibile avvisare il 112 e segnalare ogni situazione di dubbio.

Secondo l’indagine condotta da Emg per Facile.it circa 27 milioni di italiani sono preoccupati che la propria abitazione possa essere svaligiata durante l’assenza estiva. Ed ecco che si studiamo le strategie per evitare amare sorprese: c’è chi si affida al controllo del vicinato, chi punta sulla tecnologia installando un sistema di videosorveglianza. Infine una gran parte di cittadini lascia accesa la Tv, la radio e persino le luci di casa per dare l’idea che l’abitazione sia abitata.

Tra i consigli suggeriti dalle forze dell’ordine c’è quello di dotare l’abitazione di sistemi antintrusione come porte blindate, inferriate alle finestre. Ancora viene suggerito di non comunicare dettagli sulla propria partenza, meglio che la vacanza resti quasi un segreto fra pochi intimi. Molto spesso, prima di colpire, i malintenzionati studiano le abitudini e gli spostamenti delle vittime: meglio non pubblicare foto o riferimenti sui social. Inoltre per dissimulare la propria partenza da casa si può chiedere a vicini, amici o parenti di svuotare la cassetta della posta, riposizionare lo zerbino dopo eventuali pulizie e tagliare l’erba del giardino. Ancora buna norma è custodire gli oggetti di valore, i gioielli o i soldi in un cassaforte o in un posto sicuro. Si potrebbe anche pensare di lasciarli in una cassetta di sicurezza in banca.

Truffe online

E continuano a spopolare anche le truffe online, ormai una nuova frontiera delle organizzazioni criminali. Dagli investimenti di denaro fasulli all’e-commerce fino alle false telefonate da parte delle banche. E ancora carte di pagamento clonate, sms per il ritiro di fantomatici pacchi che in realtà servono solo per rubare codici e svuotare conti correnti. C’è poi la cosiddetta “truffa della falsa comunicazione PagoPa”, dove la vittima riceve via email o Sms una falsa notifica di multa per una presunta violazione del codice della strada. Seguendo il link indicato nel messaggio, viene indotta a inserire dati personali e bancari in un modulo fraudolento: così facendo, i truffatori riescono a sottrarre i fondi dal conto corrente. Altro raggiro sempre più diffuso è quello degli annunci truffaldini di vendita online, in particolare di motori e pezzi di ricambio per auto. Infine la frode informatica nota come “man in the middle”. Qui i truffatori riescono a intercettare le comunicazioni tra clienti e fornitori, manipolando le email in fase di pagamento per modificare l’Iban del destinatario: il risultato è che il denaro finisce sui conti dei truffatori anziché sul conto del fornitore legittimo.

Truffe online (foto simbolo, archivio Unione Sarda)
Truffe online (foto simbolo, archivio Unione Sarda)

Truffe online (foto simbolo, archivio Unione Sarda)

Le forze dell’ordine ricordano che le tecniche dei truffatori si affinano sempre più «l’ultimo stratagemma è quello di utilizzare l’intelligenza artificiale per riprodurre la voce di un parente e mettere a segno la truffa». Dietro c’è un sistema ben strutturato, con base generalmente in Campania: attraverso i call center si contattano le persone facendo una prima scrematura. Poi si punta su anziani, preferibilmente donne che vivono sole e che hanno figli o parenti lontani (da poter utilizzare come una sorta di esca per spaventare le vittime). «Si gioca sulla sensibilità di soggetti fragili, ed è anche per questo che la truffa spesso si trasforma in estorsione. C’è una violenza psicologica che induce a cedere il denaro».​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​

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