La lampada che ha imparato a volare: la Pipistrello, un’icona nata per sfidare il tempo
Dal Museo d’Orsay ai salotti di tutto il mondo, il capolavoro di Gae Aulenti continua a illuminare case e museiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Al Museo d’Orsay, a Parigi, la luce filtra dalle immense vetrate. Appena si varca l’ingresso, dopo aver superato la fila che ogni giorno si forma, la prima cosa che si fa è un riflesso condizionato: si sollevano gli occhi verso l’antica stazione ferroviaria trasformata in museo, poi si abbassano sui dettagli: una cornice, una panca, un riflesso. È in luoghi come questo che si comprende come il design non sia soltanto una questione di forme, ma di memoria, di emozioni. Di oggetti capaci di raccontare un’epoca. C’è una lampada che, più di altre, riesce in questa impresa. Ha un nome curioso, quasi poetico: Pipistrello. E basta accenderla perché smetta di essere un semplice complemento d’arredo. Diventa presenza. Atmosfera. Racconto. Nel bookshop del Museo d’Orsay è esposta come un’opera d’arte tra cataloghi e riproduzioni di Monet, Renoir e Degas.
Disegnata nel 1965 da Gae Aulenti, la Pipistrello è uno di quegli oggetti che sembrano essere sempre esistiti. Non segue le mode, le attraversa. Mentre il design cambia ripetutamente linguaggio, lei rimane fedele a se stessa. E proprio per questo non è mai invecchiata. Nata per arredare, finisce invece per emozionare. Nel tempo è diventata un’icona del Made in Italy. È comparsa nei film (inutile dirlo, Batman, per esempio, nel 2022), nelle serie televisive, negli hotel di lusso (Boutique Hotel di Roma), negli studi di architettura e nelle abitazioni private. Intorno a lei si è costruita una sorta di culto, alimentato dalla convinzione che alcuni oggetti abbiano un’anima.
Anche la tecnologia è cambiata, ma la Pipistrello ha saputo evolversi senza tradire il proprio carattere. Oggi esiste nelle versioni mini, med e cordless, con sorgenti led e nuove finiture.
Non è soltanto una lampada: è un piccolo monumento domestico. E forse è anche questo il suo fascino. La Pipistrello non è una lampada da acquistare d’impulso, ma un oggetto da desiderare. La versione di dimensioni medie sfiora i 2.000 euro, un prezzo che la colloca ben oltre il semplice complemento d’arredo. Eppure continua a entrare nelle case di chi considera il design un investimento. Forse è questo il destino delle grandi creazioni. Nascono per risolvere un’esigenza pratica e finiscono per raccontare qualcosa di più profondo. La Pipistrello illumina una stanza, certo. Ma soprattutto illumina un’idea: di bellezza, che va oltre il tempo.
