Martina Gallus, una donna di successo
L’ingegnere di Masainas al vertice della Carnival Cruise Line, una delle compagnie di navi da crociera più importanti del mondoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si chiamano eccellenze di Sardegna. Sono quelle persone che ti fanno capire come ci si possa costruire una carriera di successi, gratificazioni e rispetto internazionale anche partendo da un piccolo paese e senza alcuna spinta – se non l’amore e la presenza – della tua famiglia. Il sogno di tutti, di chi ha le giuste ambizioni e sa che l’unica strada per “arrivare” è quella dello studio, della tenacia, del carattere. Martina Gallus, 52 anni, di Masainas, è – in estrema sintesi – una delle figure più importanti della compagnia Carnival Cruise Line, una delle due, tre “corazzate” delle navi da crociera nel mondo. A lei fa capo tutto quello che riguarda queste navi monstre – la compagnia ne ha una trentina, sono in arrivo altre – che solcano i mari più affascinanti del pianeta.
Come si diventa Martina Gallus se nasci in un’isola come la Sardegna?
“Ci vuole tenacia, determinazione, non si molla mai. Io ho avuto le idee chiare fin da bambina, volevo fare questo lavoro e ci sono riuscita”.
Partendo da Masainas, Sulcis, poco più di mille anime.
“Sì, finita la scuola, con molti sacrifici sono andata a vivere a Genova, dove ho frequentato la più importante facoltà universitaria di Ingegneria navale. Ci pensavo da quando avevo sei anni. E ce l’ho fatta”.
Come si svolge una sua giornata tipo?
“Vivo a Miami, mi alzo solitamente alle 5 e mezza e nuoto un po’, la mia passione. Alle 8 sono in ufficio, fra mail e riunioni non faccio pause fino alle 6 del pomeriggio, da quel momento inizia la mia “giornata” con l’Australia o altri Paesi che hanno quei fusi orari e dove sono le nostre navi o i nostri uffici, dopo le 20 rientro. Ma in realtà non si stacca mai. Peraltro, mi sposto spesso, vivo quasi più in aereo che a terra”.
Che sacrifici ha dovuto fare, sotto il profilo personale, per arrivare a un ruolo così importante in una compagnia da 5 mila dipendenti e 5 miliardi di fatturato?
“Molti e complessi. Non ho figli, ho un compagno. Io sono il mio lavoro, mettiamola così. Mi piace molto, è questo il mio segreto. Sono l’unica donna al mondo che ha questo incarico”.
Lei, appena entrata in Carnival, è stata responsabile di un settore chiave, la sicurezza. Ora si occupa di tanto altro.
“Sì, tutto quello che è l’interno di una delle nostre navi, dai motori alla sicurezza, sono gigantesche imbarcazioni molto complesse che hanno bisogno di competenza e velocità di intervento, guido dei professionisti molto bravi. Sopra di me, in sintesi, nella nostra compagnia, a livello globale ci sono i due presidenti e i vice”.
Come definirebbe Carnival? Dall’esterno, pur vedendo quasi tutti i giorni le gigantesche navi da crociera, non si ha l’esatta percezione del volume di lavoro che c’è dietro.
“Un caleidoscopio. Ci lavorano anche a livello dirigenziale persone di ogni parte del mondo, che arricchiscono la compagnia con la loro cultura e la loro esperienza. Ecco, mi spingo oltre: Carnival è come dovrebbe essere il mondo, un insieme di culture”.
Lei vive a Miami, una delle città più multiculturali del mondo.
“Un luogo ideale dove vivere. Miami non è gli Stati Uniti, c’è un po’ di Europa, tanta Italia e tanto Sudamerica, un mix perfetto e un clima straordinario”.
La sua sensazione, come oggi, quando rimette piede nell’Isola.
“Piango. Sto rientrando per alcuni giorni e appena scendo l’aria della Sardegna mi investe. Una sensazione che non riesco a raccontare”.
Lei è un’eccellenza di Sardegna che vive e lavora dall’altra parte del mondo. La Sardegna è realmente una meta ambita sotto il profilo turistico?
“Io conosco ogni parte del mondo dove ci sia turismo, ho visto e visitato le più belle spiagge, i migliori alberghi, ma credetemi, la Sardegna è il top. Chiunque incontri, mi dice che sogna di venirci, chi c’è stato non la dimentica. Secondo me non c’è nulla come la nostra Isola”.
Che consiglio si sente di dare a un ragazzo o una ragazza che vogliono sfidare il mondo del lavoro? Puntare magari sul vostro settore?
“Di provarci. Ma solo con lo studio, l’applicazione e la tenacia si può arrivare”.
Lei non vive la realtà sarda, ma quella americana, seppure un po’ speciale come quella della Florida. Cosa sa dei nostri scenari?
“Tutto. Ho una sorella eccezionale, Francesca, un architetto che ha valorizzato e valorizza realmente alcuni siti in Sardegna, che mi racconta tutto. Giro il mondo ma il cuore e la testa sono sempre in Sardegna”.
Il suo luogo di vacanza.
“Masainas. Sto arrivando”.
