Tra realtà e finzione, tra storia e immaginazione, Marsiglia accoglie il tesoro che ha ispirato Dumas per la composizione del suo romanzo “Il Conte di Montecristo”: il castello d'If, la fortezza-prigione situata sull'isolotto dell'arcipelago del Frioul, visibile dalla terrazza di Notre Dame de La Garde. Il prigioniero più celebre nella storia della fortezza è appunto Edomond Dantès, il Conte di Montecristo.

Prigionia. L'edificio era un luogo di prigionia severissima: nessuno poteva pensare di evadere. Le celle buie, senza finestre, umide e sovraffollate, erano le dimore di prigionieri che avevano un'aspettativa di vita di soli nove mesi. Costruita nel 1524 dal re di Francia, Francesco I, era stata pensata per difendere il porto dalle invasioni nemiche. I marsigliesi però non gradirono la sua presenza, anzi la odiavano perchè percepirono la sua funzione di controllo su di loro, a conferma della totale autorità del sovrano, La ribattezzarono, quindi, “La Malvoisine”, la cattiva vicina. La fortezza sorge su una roccia calcarea spoglia, costantemente spazzata dalle raffiche di maestrale e battuta da forti correnti marine, che al tempo rendevano la fuga a nuoto un'impresa impossibile. Le pareti interne delle celle conservano ancora centinaia di incisioni originali e di graffiti, lasciati nel corso dei secoli dai prigionieri reali, specialmente i rivoluzionari del 1848 e i prigionieri di guerra. Dalla storia al romanzo, ecco la cella di Edmond Dantes, creata apposta dalla direzione del museo, per assecondare la curiosità dei tanti appassionati che cercano il passaggio segreto descritto nell'opera. Quando Dumas visitò Marsiglia e l'arcipelago, nella prima metà dell'Ottocento, rimase folgorato dalla vista dell'isolotto d'If.

Isolamento. Cercava un luogo che trasmettesse un senso di isolamento assoluto e la fortezza era la “prigione perfetta”, da cui far evadere il suo eroe. Stando alla vicenda narrata, vi trascorrerà 14 anni, durante i quali conoscerà l'abate Faria, che è invece una figura reale. José Custodio de Faria era un monaco e scienziato portoghese, che fu tra i primi a studiare il potere dell'ipnosi. Fu effettivamente incarcerato nello Chateau d'If nel 1797, per motivi politici. Dumas prende la sua figura e la sublima, trasformandolo nel vecchio saggio che insegna a Dantes le lingue, la filosofia, la storia e, soprattutto, gli rivela il segreto del tesoro nascosto nell'isola di Montecristo. Il fascino del capolavoro letterario ha reso eterno l'edificio, che nel tempo è diventato una delle meta più richieste di Marsiglia: è ormai un monumento ed è aperto al pubblico. Trattandosi di un'isola, l'unico modo per arrivarci è via mare: i battelli partono regolarmente dal Porto Vecchio e si arriva dopo una traversata di venti minuti. Il percorso all'interno permette di visitare le celle, di vedere i graffiti dei prigioneri e anche di godere della splendida vista dalle terrazze panoramiche. Salendo sui bastioni superiori, si apre allo sguardo una vista mozzafiato sulla costa marsigliese e in particolare su Notre Dame de La Garde.

© Riproduzione riservata