L’organizzazione internazionale che certifica la gestione sostenibile delle foreste Pefc (Programme for the Endorsement of Forest Certification schemes) ha pubblicato “Foreste in comune”, un’indagine sul patrimonio forestale dei comuni italiani. <Una sintesi ragionata sulla diffusione boschiva nei Comuni italiani, con approfondimenti sull’impatto e l’influenza di questo patrimonio sulla dimensione insediativa, sociale ed economica dei singoli comuni italiani o delle Comunità territoriali>, precisano gli esperti.

Il rapporto

<Il rapporto “Foreste in Comune” evidenza, se ancora ce ne fosse bisogno, che gli ecosistemi forestali sono la più importante infrastruttura verde del Paese, coprendo il 36,4% del territorio nazionale e con una estensione di quasi 11 milioni di ettari e che, secondo recenti aggiornamenti, continua ad aumentare - sottolinea Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente - L’estensione delle nostre foreste è cresciuta principalmente su terreni agricoli abbandonati, anche grazie a una legislazione conservativa e per interventi di rimboschimento. La superficie forestale, dopo aver toccato il minimo storico con il 12% di indice medio di Boscosità tra il XIX e XX secolo, è quasi raddoppiata rispetto al 1970, passando da 6 ai quasi 11 milioni di ettari attuali. Negli ultimi decenni i boschi sono aumentati, migliorando la struttura e aumentando la densità e la biomassa forestale e, di riflesso, nel periodo 1982-2020 la Superfice Agricola utilizzata è diminuita del 21,5%>. In Italia sono state identificate 23 tipologie forestali, ospitiamo 117 specie arboree e 10 delle 14 categorie forestali ritenute dall’Agenzia Europea dell’Ambiente più rappresentative della variabilità ecologica forestale del continente europeo.

Il commento

<L’indagine presenta dati inediti e sorprendenti, come l’Indice di Boscosità dei comuni italiani e la superficie forestale totale di ciascun territorio comunale, integrandoli con altri elementi strategici per le politiche della montagna: dall’andamento demografico degli ultimi vent’anni al consumo di suolo, fino ai fenomeni di spopolamento o ripopolamento – precisa Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia – La superficie forestale ha superato la soglia dei 100mila chilometri quadrati, pari a circa un terzo del territorio nazionale, e dal 2020 ha superato l’estensione delle utilizzazioni agricole. Questo passaggio, tuttavia, non è stato accompagnato da una pari crescita di attenzione pubblica e istituzionale>. <Il patrimonio forestale nazionale rappresenta non solo una componente del capitale naturale del nostro Paese, da custodire e tutelare ad ogni costo, ma anche un bene patrimoniale di interesse pubblico, che richiede oggi più che mai, politiche dedicate per garantirne una gestione e valorizzazione sostenibile per la fornitura di tutte quelle esternalità materiali e immateriali, meglio conosciute oggi come Servizi Ecosistemici, di fondamentale importanza per la società presente e futura>, scrive Raoul Romanbi, direttore del Centro di ricerca forestale e legno del Crea.

I numeri

Sono 3.596 i comuni montani in tutta Italia, che rappresentano il 47,8% della superficie nazionale e ospitano il 13,5% della popolazione. Più dei tre quarti del bosco nazionale si trovano nei 3.149 comuni con Indice di Boscosità superiore al 40%, dove il bosco è la copertura prevalente del suolo. Di contro, in circa metà dei comuni italiani l’Indice di Boscosità e inferiore al 20% e si concentra in meno del 10% della superficie forestale nazionale, pur risiedendovi oltre due terzi della popolazione. Per 495 comuni italiani (nei quali risiede appena l’un per cento della popolazione nazionale) la copertura forestale è praticamente esclusiva visto che l’Indice di Boscosità supera l’80%.

Nello specifico la superficie forestale (in ettari) più ampia in Italia ricade nel comune di Gubbio con 26.804, seguita da San Giovanni in Fiore con 21.937. In testa invece tra i comuni italiani con il più alto indice di boscosità si trova Marcetelli con 98%, poi Bormida con il 97%. Infine un altro dato riguarda l’indice di boscosità dei 10 comuni più estesi in superficie: in testa ancora Gubbio con il 51%, seguita da L’Aquila con il 37%. In questa top ten figura anche Sassari con il 7,63%

La Sardegna

I 377 comuni sardi hanno una superficie forestale di 685.952 ettari su una complessiva di due milioni 410.853 ettari. L’indice di boscosità quindi raggiunge il 28% (stesso dato dell’Emilia Romagna, Lombardia, superiore solo a Puglia, Sicilia e Veneto). La superficie forestale più esteta è nel comune di Bitti (12.416 ettari), poi Orgosolo (11.577) e infine Baunei (11.473); l’Indice di Boscosità più alto spetta a Lodine (90%) poi Belvì (85%) e Ovodda (83%) mentre l’Indice di Boscosità dei 3 comuni più estesi della regione spettano a Sassari (8%) Olbia (14%) e Arbus (9%). A quota zero per quando riguarda superfice forestale e quindi Indice di Boscosità si trovano La Maddalena, Monserrato, Pimentel, Selargius e Soddì.

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