Erasmus+ porta a Belvì 30 giovani da cinque Paesi
L’intelligenza artificiale rurale il tema della settimana interculturale voluta da Malik e ComunePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Arriveranno in trenta. E sono abbastanza. La destinazione? Belvì. La provenienza? Italia, Romania, Grecia, Spagna ed Estonia. Il piccolo capoluogo di Barbagia diventa, dal 29 giugno all’8 luglio, un paese europeo a tutti gli effetti, non più periferia dell’impero ma parte attiva di un processo di condivisione e integrazione.
Il centro del Mandrolisai ospiterà il progetto Raise – Rural AI, Solidarity and Empowerment (Intelligenza Artificiale Rurale, Solidarietà e Emancipazione), scambio giovanile internazionale promosso dall'associazione Malik ETS nell'ambito del programma Erasmus+, con il cofinanziamento della Regione e del Comune di Belvì.
L'iniziativa coinvolgerà giovani tra i 15 e i 17 anni «che – spiegano gli organizzatori – per dieci giorni vivranno insieme un intenso percorso di confronto e apprendimento dedicato alle sfide che oggi interessano le comunità rurali europee. Tra i partecipanti saranno presenti anche giovani del territorio di Belvì, chiamati a svolgere un ruolo attivo all'interno dello scambio».
Non è un caso che tra le più convinte sostenitrici dell’iniziativa ci sia Francesca Pranteddu, 30 anni, assessora comunale a Belvì ma protagonista in passato di esperienze di questo genere. «Alcuni anni fa – racconta la giovane amministratrice comunale – ho avuto la fortuna di partecipare personalmente a un Erasmus per giovani e so quanto queste esperienze di scambio culturale siano preziose. Per questo sono particolarmente felice di essere riuscita a promuovere e portare questo progetto anche nel nostro paese: conoscere nuove realtà, persone, lingue e tradizioni rappresenta una grande opportunità di crescita non solo per i giovani, ma per tutta la comunità. Belvì è un paese aperto all’incontro e al confronto tra culture e siamo entusiasti di accogliere questi ragazzi e conoscere le loro storie».
Perché proprio nel cuore dell’Isola? La risposta è semplice, sta tutta nell’esperimento che l’associazione Malik conduce da anni permettendo ai giovani dei paesi dell’interno di avere ambizioni internazionali. «Le aree rurali – dice Valeria Sanna, vice presidente e socia fondatrice del sodalizio – non sono periferie da colmare, ma luoghi vivi dove si costruisce il futuro dell’Europa. I giovani che vivono a Belvì, come in tutte le zone interne della Sardegna, sono ragazzi con minori opportunità, spesso penalizzati da barriere geografiche e dalla distanza dai grandi centri. Per questo, da oltre quindici anni, Malik opera proprio qui: nei paesi dell’interno, accanto ai giovani, creando occasioni di crescita, incontro e partecipazione».
Ecco il senso dell’iniziativa. «Con Raise – continua Valeria Sanna – abbiamo scelto di portare un progetto internazionale direttamente a Belvì, coinvolgendo un gruppo di giovani tutti minorenni. È fondamentale che l’Europa arrivi a loro, nei loro territori, e non il contrario. Dare a questi ragazzi la possibilità di confrontarsi con coetanei di altri Paesi significa riconoscere il loro valore e affermare un principio chiaro: le aree interne non sono un limite, ma una risorsa da cui ripartire».
Il progetto, spiegano gli organizzatori, nasce proprio «dalla consapevolezza che le aree interne e rurali rappresentano oggi uno dei principali laboratori per costruire nuove forme di cittadinanza attiva e sviluppo sostenibile. Spopolamento, accesso alle opportunità, innovazione tecnologica e partecipazione democratica saranno alcuni dei temi al centro delle attività, che permetteranno ai partecipanti di riflettere sul proprio ruolo di cittadini europei e sul contributo che le nuove generazioni possono offrire alla crescita dei territori in cui vivono».
Giovani e innovazione, le sfide del digitale e dei nuovi mezzi di comunicazione. Raise si incentrerà proprio su questi punti focali. «Attraverso workshop, laboratori pratici e attività di educazione non formale», continuano gli organizzatori, «i partecipanti avranno l'opportunità di approfondire il tema dell'intelligenza artificiale e delle competenze digitali, esplorandone le possibili applicazioni per affrontare le sfide delle aree rurali e progettare soluzioni innovative a beneficio delle comunità locali. Le attività saranno inoltre affiancate da esercitazioni di gruppo, momenti di co-creazione, simulazioni decisionali e percorsi dedicati alla leadership giovanile».
Non soltanto formazione, ma anche condivisione, ascolto. «Raise – dicono in coro Valeria Sanna e Francesca Pranteddu – punterà fortemente sul dialogo interculturale. La serata multiculturale, i momenti di socializzazione e le attività di team building consentiranno ai giovani di conoscere tradizioni, culture e buone pratiche provenienti da diverse realtà europee, favorendo la nascita di nuove amicizie e reti internazionali».
L’iniziativa rappresenterà anche un formidabile veicolo di promozione turistica del territorio. «Durante il soggiorno – spiegano i fautori del progetto Raise – i partecipanti avranno modo di conoscere da vicino Belvì e il suo patrimonio culturale, ambientale e sociale, entrando in contatto con la comunità locale e scoprendo una realtà che rappresenta un esempio autentico di Sardegna rurale. Il progetto vuole infatti trasformare il paese in uno spazio europeo di incontro, confronto e sperimentazione, valorizzando le risorse delle aree interne e promuovendo una nuova narrazione dei piccoli centri come luoghi di innovazione, partecipazione e opportunità».
I giovani sono il futuro. L’associazione Malik lo sa come lo sa una delle amministratrici comunali più giovani dell’Isola. Francesca Pranteddu e la factotum di Malik Valeria Sanna sono consapevoli che la settimana europea belviese rappresenti «un'importante occasione di crescita per i giovani coinvolti, ma anche un'opportunità per il territorio di rafforzare la propria dimensione europea e consolidare il proprio impegno a favore delle nuove generazioni. Per dieci giorni Belvì diventerà così un laboratorio internazionale di idee, dove giovani provenienti da diverse parti d'Europa lavoreranno insieme per immaginare il futuro delle comunità rurali e costruire nuove prospettive di sviluppo sostenibile».
