Hospice, obiettivo raggiungere gli standard nazionali
Secondo il Decreto ministeriale 77 sono previsti 8-10 posti letto ogni 100.000 abitanti: nell’Isola ne mancano 40Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’obiettivo è chiaro: portare la Sardegna a raggiungere i livelli nazionali previsti dalle norme. Per questo è stato approvato il Piano di potenziamento della Rete regionale di cure palliative per il triennio 2025-2027. «Il Piano si colloca in un contesto già in evoluzione positiva - dichiara la presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde - I dati regionali evidenziano un progressivo incremento delle prese in carico nell’ultimo biennio, segno di un sistema che sta rafforzando capacità organizzativa e risposta assistenziale». Secondo le previsioni gli standard nazionali verranno raggiunti tra due anni. In particolare quindi verrà sviluppata la rete assistenziale per arrivare a garantire la presa in carico fino al 90% della popolazione interessata. Una notizia che non può che far piacere a chi opera dal 2019 nell’hospice “Angela Nonnis” di Oristano. «In realtà già da tempo nella nostra struttura era previsto un aumento dei posti letto, dagli attuali 8 a 12 nel 2027 - annunciano il direttore Giuseppe Obinu e Simona Pes, coordinatrice infermieristica della Rete locale cure palliative – Anche perché ormai i pazienti che abbiamo curati nel 2025 sono oltre 150, 170 per l’esattezza».
Età media
Aumenta anno dopo anno , purtroppo, il numero di malati e di pazienti seguiti a domicilio e nell’hospice ma diminuisce l’età media, che si avvicina ai 65 anni. «Si sta abbassando e di molto con patologie più o meno ricorrenti, però ovviamente le cure palliative non sono rivolte solo alle patologie oncologiche, che rimane la parte più sostanziosa, ma a tutte quelle che hanno un andamento cronico degenerativo. Possono essere patologie cardiache, neurologiche ad esempio», ribadisce Obinu.
Le strutture residenziali, alternative o complementari al domicilio del paziente, in cui vengono garantite cure palliative rivolte a tutti i malati affetti da malattie inguaribili, in fase avanzata ed evolutiva in Italia sono 307 (rilevazione dell’Agenzia per i Servizi sanitari regionali) con 2.777 posti letto; prima la Lombardia con 65 strutture. «In Sardegna sono sette – sottolinea Pes – con 67 posti letto. Ma la Lombardia ha una storia ormai di vent’anni di cure palliative, quindi diciamo che non siamo paragonabili. Dobbiamo lavorare molto, a partire dalla cultura. Purtroppo la popolazione non è ancora a conoscenza di questo servizio».
I numeri
«È interessante valutare lo stato di attuazione del Decreto ministeriale 77 del 2022 che parla della sanità territoriale in particolare e fissa alcuni standard – precisa Obinu – Quello per le cure palliative è un'unità di cure domiciliari ogni 100mila abitanti, vuol dire che in Sardegna ce ne devono essere 15 ma a oggi siamo neanche a metà». Stessa cosa per gli hospice: «Sono previsti 8-10 posti letto ogni 100.000 abitanti. Vuol dire, a tenersi bassi, che ci dovrebbero essere da 120 a 150 posti letto e invece ne abbiamo 40 in meno». Nel 2027, sempre che i posti letto dell’hospice “Nonnis” passino da 8 a 12, la provincia di Oristano è il territorio che più si avvicina a quello standard.
Le richieste
«Oggi le richieste maggiori le abbiamo dal reparto di Oncologia che ci presenta il paziente o dai medici di base», sottolinea Pes. Quali potrebbero essere gli altri canali? «È successo, raramente, anche che la famiglia si presenti in hospice con la richiesta di cure. Ma solo perché magari un familiare ha avuto esperienza di hospice o ha amici che conoscono la struttura. Ma la percentuale è davvero irrisoria». «Va anche sottolineato che il servizio sta crescendo piano ma in linea con la consapevolezza della popolazione. Due anni fa, avendo anche meno personale, non saremo stati in grado di poter curare tanti pazienti», conclude Obinu.
