Dall’Alierasaurus a Ciro, viaggio nel mondo dei dinosauri
Nel parco Bittirex percorso didattico e laboratori per le scolaresche dell’IsolaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
All’ombra degli ulivi, oltre il vigneto che produce vermentino e cannonau, spunta l’Alierasaurus ronchii, ricostruito a grandezza naturale. Corpo largo e pesante, un erbivoro possente che pare l’antenato delle iguane di oggi. Si presume sia stato l’animale terrestre più grande del Permiano, milioni di anni fa. Il suo nome significa sauro di Alghero perché lì questa specie è in qualche modo riemersa nella zona Porticciolo dove abbondano ossa e fossili in quello che sembra un cimitero di epoche lontanissime. «Ausonio Ronchi, dell’università di Pavia, per primo riconobbe l’importanza dei reperti. Ha individuato una pietra: il fossile di una mascella. L’Alierasaurus è vissuto 270 milioni di anni fa, dovrebbe essere il predecessore dei mammiferi. Si pensava ci fosse in nord America, invece è stato scoperto anche in Sardegna. Dimostra che in quest’isola antichissima si può trovare di tutto». Maurizia Satta e Piergiorgio Buffoni, da accoglienti padroni di casa e guide attente, presentano così alle scolaresche il primo esemplare che si incontra nel parco dei dinosauri Bittirex, che è anche la ricostruzione più recente arrivata nel lembo verde di Sae Leone, alla periferia di Bitti, dove si scorgono cavalli, pecore e mucche al pascolo, e una campagna piena dei colori della primavera.
In questo scampolo di Barbagia, che profuma di sapori tradizionali, il viaggio nell’era mesozoica è a portata di tutti, soprattutto dei ragazzi che dopo le lezioni in classe si ritrovano qui a scoprire con gli occhi le meravigliose ricostruzioni dei paleontologi, anche tramite i visori 3D, e a misurarsi con i laboratori come lo scavo paleontologico e il calco fossile utilizzando creta e gesso per capire il processo di fossilizzazione. Paralleli quelli legati all’azienda agrituristica che propone le arnie didattiche grazie all’apicoltura praticata qui assieme all’olivicoltura e alla viticoltura che garantiscono le produzioni proposte a tavola. Mondi e storie diverse si intrecciano in un affasciante percorso tra scienza e colture locali.
«Ora in Sardegna si cerca l’allosauro, vissuto nel Giurassico, sarebbe il nonno del T.rex. Nel suo film Spielberg li mette a combattere assieme, invece non si sono mai incontrati. L’allosauro è stato scoperto in Portogallo, all’epoca la Sardegna era unita alla penisola iberica, perciò si crede che ci possa essere anche nella nostra isola», aggiungono Satta e Buffoni davanti a riproduzioni in resina imponenti e accurate, realizzate da esperti che fanno parte dell’Associazione paleontologica italiana e dai paleoartisti. Un team super specializzato che in un video mostra la vita di questi giganti del passato.
Il percorso didattico presenta anche dinosauri in piccolo formato che non sono anomalie, ma presenze ben più frequenti di quanto si possa immaginare. La parola dinosauro, adottata nel 1842 da sir Richard Owen, significa “terribile lucertola” intesa come “magnifica” e “straordinaria”. «Noi associamo la parola dinosauro a un animale enorme, ma la maggior parte era grande quanto un pollo. Certo, i più grandi venivano apprezzati dai musei. Questo è Ciro, così è noto, ed è stato scoperto in Campania». Nome scientifico Scipionyx samniticus. Ha una storia affascinante: «Un appassionato di paleontologia l’ha salvato dall’azione distruttiva delle ruspe, l’ha tenuto dieci anni a casa perché pensava fosse un’altra specie di lucertola. Quando è uscito il film Jurassic Park, l’ha riconosciuto e consegnato alle autorità ma è stato denunciato per trafugazione di fossile. La scoperta è stata rivalutata successivamente. Ciro è importante non solo perché è piccolo, ma soprattutto perché ha conservato tutto, anche gli organi interni, gli anelli della trachea, le pieghe della zampetta, le parti cartilaginose che sono le prime che nel processo di fossilizzazione si decompongono. Ciro è l’unico cucciolo così ben conservato al mondo. Gli americani hanno il T.rex e noi Ciro».
La star per i bambini è naturalmente il Tyrannosaurus, ovvero il T.rex, il re dei dinosauri. Mascelle forti ed enormi, capaci di strappare 100 chili di carne, triturare ossa e ingoiare tutto in un boccone. I più piccoli restano estasiati dall’imponenza di questo esemplare e dal racconto. «Sessantacinque milioni di anni fa è caduto sulla terra un grosso asteroide nella penisola dello Yucatan e ha provocato un cratere di 200 chilometri, da qui a Cagliari. L’impatto è stato catastrofico, il colpo di grazia per l’estinzione dei grossi dinosauri».
Il percorso didattico tra gli ulivi regala tante altre sorprese, come una riproduzione che per quattro volte è stata ospite nelle trasmissioni televisive di Piero Angela. Oppure lo Spinosauro, dinosauro con le spine, che cacciava in acqua e viveva nelle paludi dove adesso ci sono estesi deserti. Oppure il dinosauro munito di corna, corazzato da spettacolari aculei, che porta il nome di Tarchia gigantea di cui in Italia sono state trovate tracce ad Altamura. Oppure, ancora, una tensostruttura sferica dove c’è la possibilità di un altro viaggio con Bittinsecta, mostra dedicata alla entomologia che conquista visitatori di tutte le età. L’osservazione delle riproduzioni degli insetti più belli del mondo moltiplicano gli orizzonti che si intravedono da questo spicchio di Barbagia come un caleidoscopio di immagini, racconti, esperienze lontane e vicine, nel tempo e nello spazio.
