Treni sardi, il progresso viaggia a rilento: «In 40 anni è cambiato poco»
Sui binari obsoleti i convogli moderni devono rallentare. La rabbia di sindacati e viaggiatori: «Anni di promesse, il servizio non migliora»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’orologio si è quasi fermato per le ferrovie dell’Isola. Almeno a guardare i tempi di percorrenza biblici che i passeggeri sardi devono ancora sopportare per spostarsi nel 2026 sui binari regionali. Oltre tre ore per collegare Cagliari a Sassari e un’ora in più per spingersi fino a Olbia. Per non parlare dei lavori in corso che trasformano l’intera rete in un enorme ed eterno cantiere che tiene in ostaggio da decenni i passeggeri costretti a scegliere il treno per spostarsi. Un piccolo grande calvario quotidiano, identico per molti versi a quello subìto dieci, venti, trenta o quaranta anni fa, quando i tempi di viaggio non si discostavano di molto da quelli attuali.
Con i pendolini arrivati nel 2015 che non hanno mai pendolato, i nuovi mezzi all'avanguardia si scontrano con infrastrutture inadatte e gli investimenti di Regione e Rfi: sostanziosi ma incapaci di dare una svolta alla tanto attesa rivoluzione su strada ferrata. Perché se oggi l'Isola vanta la flotta più moderna d'Italia, i tempi di percorrenza su rotaie restano decisamente lontani dal minimo sindacale dell'accettabile. Con le ovvie proteste di chi, in una mattina come tante, si ritrova nella stazione di Cagliari affacciata su piazza Matteotti.
