Porta un cognome che in Sardegna fa battere il cuore, e al debutto ha subito lasciato il segno. Favio O'Neill, figlio del grande Fabián, ha esordito domenica con la Nuorese a Villasimius, la sua prima partita ufficiale in Italia: entrato a inizio ripresa ha giocato un tempo intero con personalità e qualità, firmando un'ottima prestazione. Centrocampista uruguaiano, cresciuto nel Nacional come Fabián, dopo la sua scomparsa aveva pensato di smettere: oggi in campo si diverte, come gli ha insegnato il papà, e sogna di scrivere la sua storia nell'isola che lui ha amato.

Favio, qual è stato il suo percorso?

«Mi sono formato nel Nacional, la squadra di cui sono tifoso in Uruguay e dove ha esordito mio padre prima di giocare nel Cagliari. Poi sono passato al Fénix e al Wanderers, due squadre uruguaiane. Dopo queste esperienze ho giocato un anno in Romania e sono tornato in Uruguay per recuperare da un infortunio. Poi sono arrivato in Italia, alla Cos, e successivamente la Nuorese mi ha contattato e mi ha voluto qui. Martedì ho fatto il primo allenamento e domenica ho giocato tutto il secondo tempo».

Che giocatore è?

«Un centrocampista completo. Sono un giocatore tecnico e il mio punto di forza è trovare i passaggi verticali e servire gli esterni alle spalle dei terzini. Penso di avere una buona visione di gioco».

Che cosa ha rappresentato per lei suo padre?

«Mio padre ha rappresentato molto per la Sardegna e soprattutto per Cagliari. Sinceramente mi riempie di orgoglio quando le persone qui mi parlano così bene di lui. È stato una persona straordinaria e un giocatore meraviglioso. Oltre a essere mio padre, era il mio migliore amico. La sua scomparsa mi ha colpito tantissimo, al punto che ho pensato di lasciare il calcio».

C'è un suo insegnamento che porta in campo?

«Quando scendo in campo mi diverto tantissimo: è l'insegnamento più importante che mi ha lasciato. Mi diceva sempre che il giorno in cui non mi fossi più divertito avrei dovuto smettere».

Che rapporto ha con la Sardegna?

«In questo momento la sento come la mia seconda casa. La gente e la vita qui sono fantastiche e mi hanno aiutato molto. È qualcosa che apprezzo davvero al cento per cento».

Perché ha scelto la Nuorese?

«È una squadra con una grande storia. Mi ha convinto soprattutto il fatto che il club abbia voluto fortemente portarmi qui. Quando una società dimostra interesse e fa di tutto per averti, fa la differenza nella scelta di un giocatore».

Com'è andato il debutto?

«Mi è piaciuto molto il debutto, penso di aver fatto una buona prestazione e sono contento che la società sia rimasta soddisfatta. Ho provato tante emozioni e mi sono sentito subito a mio agio. E i nostri tifosi hanno cantato per tutta la partita, in una trasferta così lunga: mi è piaciuto davvero tanto».

Quali sono i suoi obiettivi?

«Giocare il maggior numero possibile di partite, spero già da titolare nella prossima, e portare la Nuorese il più in alto possibile: voglio lottare per la promozione. Non abbiamo iniziato nel migliore dei modi, ma la stagione è appena cominciata e c'è ancora tantissimo da giocare».

Un messaggio per i tifosi?

«Grazie per averci accompagnato in una trasferta così lunga. Daremo tutto, suderemo la maglia e faremo di tutto per portare la Nuorese il più in alto possibile».

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