Virtus Cagliari, una sconfitta tra rimpianti e certezze
Il debutto della Sardegna Marmi Cagliari in A2 femminilePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La sconfitta resta, e fa male soprattutto per come è maturata. Ma il debutto della Sardegna Marmi Cagliari nel campionato di Serie A2 Femminile lascia in dote anche indicazioni confortanti.
Sul difficile campo della Futurosa Trieste, la Virtus ha giocato alla pari fino all’ultimo possesso, arrendendosi 63-62 soltanto sul rimbalzo offensivo trasformato da Olajide a tre secondi dalla sirena.
A mente fredda, è proprio il modo in cui è arrivato il ko a suggerire una doppia lettura. Da una parte il rammarico per un’occasione concreta sfumata nei dettagli; dall’altra la risposta di una squadra che, nonostante una condizione ancora lontana da quella ideale e diverse giocatrici alle prese con problemi fisici, ha mostrato personalità su un parquet complicato. «Il primo sentimento è l’orgoglio per il grande atteggiamento mostrato da tutte le ragazze», spiega coach Fabrizio Staico, «c’è amaro in bocca per una vittoria che era a portata di mano, ma la prestazione conferma il valore del gruppo».
I dettagli. La Virtus era riuscita anche a risalire dal -10 della seconda metà di gara, mettendo la testa avanti nel quarto periodo. Nel finale, però, hanno pesato alcuni episodi. «Abbiamo perso la partita nei dettagli», osserva Staico, «il tagliafuori mancato è stato l’episodio simbolo, ma ci sono state anche tre palle perse nei momenti cruciali. Quando aumentano stanchezza e tensione, una singola disattenzione può punirti». Il dato più evidente rimane quello dei rimbalzi: 56-31 per Trieste. Un divario che ha garantito alla Futurosa numerosi secondi possessi, compreso quello decisivo. Anche qui, però, pesa la situazione dell’organico. «Sotto canestro abbiamo pagato in termini di stazza e rotazioni», ammette il tecnico, che attende di recuperare pienamente Pellegrini, El Habbab e Bremaud.
La base da cui ripartire. Più dei numeri, resta comunque la capacità della Virtus di rimanere dentro la partita anche nei passaggi più difficili. Il recupero dal -10 e il +3 raggiunto a due minuti dalla fine raccontano una squadra già capace di reagire alle difficoltà. «È questo l’atteggiamento da cui dobbiamo ripartire», conclude Staico, «siamo fiduciosi che la condizione fisica possa crescere già dalla prossima partita. Recuperare l’organico sarà fondamentale anche per aumentare intensità e qualità degli allenamenti».
