L’Olbia sciopera, i giocatori disertano l’allenamento: non pagati gli stipendi di novembre
Clamorosa protesta dei calciatori, che si sono astenuti dalla seduta mattutina al Geovillage: il clima è tesissimo, e non solo per gli scarsi risultati sportiviPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’Olbia incrocia le braccia. Dopo aver minacciato lo sciopero ieri, alla ripresa degli allenamenti, salvo poi tornare al lavoro dopo il confronto col patron Benno Raeber, stamattina la squadra ha deciso di mettere in atto la protesta astenendosi dalla seduta mattutina in programma al Geovillage.
Alla base dello sciopero di Staffa e compagni il mancato pagamento dello stipendio di novembre, al quale tra poco si aggiungerà quello di dicembre, da saldare entro il 20 di questo mese. Questo pomeriggio la squadra, che avrebbe ricevuto ulteriori garanzie dalla società, dovrebbe tornare regolarmente al lavoro, ma il clima all’Olbia rimane teso.
Oltre ai punti in classifica, peggiorata dopo la sconfitta nel derby di Gallura con l’Ilvamaddalena, che ha fatto precipitare i bianchi al terzultimo posto, a un passo dalla zona retrocessione diretta del campionato di Serie D, all’appello mancano i soldi, necessari per pagare gli stipendi a giocatori e dipendenti del club ma anche per acquistare i rinforzi richiesti da Zé Maria. «Un play, un esterno destro e un difensore centrale», ha ricordato sabato, presentando il derby con l’Ilva, perso 4-2, il tecnico brasiliano, ma stando così le cose anche un attaccante in più non guasterebbe. E chissà che non si concretizzi il sogno del presidente Guido Surace di riportare a Olbia Ragatzu.
Per adesso si fa con quel che passa il convento, ma a breve Zé Maria potrebbe perdere Gonzalez, destinato a passare dal campo alla scrivania col ruolo di direttore sportivo, che il club gallurese quest’anno non ha mai avuto.