Ormai sempre più prossimi al debutto nelle sale, continua a intensificarsi l’afflusso di notizie e dichiarazioni su “The Odyssey”: l’epica visione del regista britannico Christopher Nolan - padre di capolavori come “Inception”, “Dunkirk” e il premiato agli Oscar “Oppenheimer” - liberamente tratta dall’“Odissea” di Omero e impreziosita da un cast di eccellenze che include Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson e Zendaya. Impressionando fin dal suo annuncio per le ingenti spese di sviluppo - le più alte mai investite in un film di Nolan - e per la scelta del cineasta di realizzare il film interamente in formato IMAX, a dare un’ulteriore garanzia sulla qualità della produzione è Jonathan Nolan, suo fratello e sceneggiatore, noto anche per aver collaborato alle acclamante serie televisive “Westworld” e “Fallout”.

In un’intervista a CinemaBlend, Jonathan ha rivelato di aver visionato in anteprima un montato provvisorio del film e di essere rimasto alquanto colpito dall’attuale esito del lavoro: «Non sto lavorando a The Odyssey. L'ho soltanto vista. È grandioso. È un risultato incredibile. È un film spettacolare... forse non dovrei dirlo, ma sì, è straordinario». Un risultato che premia l’intenzione di Christopher Nolan, anche dopo il conclamato successo di pubblico e nelle kermesse internazionali, di sondare le possibilità ancora inesplorate del cinema, come da lui stesso dichiarato in precedenza a Empire: «Come regista cerchi i vuoti nella cultura cinematografica, cose che non sono state fatte. Il grande cinema mitologico con il peso e la credibilità di un budget di serie A e dell'IMAX semplicemente non esiste più».

In attesa dell’uscita, fissata al 17 luglio, ha destato notevole curiosità l’entusiasmo di Tom Holland - lo Spider-Man degli ultimi film targati Marvel Studios - per la riuscita del progetto e per il suo sviluppo incoraggiante. In un’intervista al magazine GQ, l’attore è arrivato perfino ad ammettere, senza mezze misure, che “The Odyssey” supera qualsiasi sua esperienza pregressa in fatto di cinema: «Il film non ha paragoni con qualsiasi cosa io abbia mai visto. Penso che quando l'ho visto, mi sia ritrovato a pormi una domanda che non mi ero posto su un film da molto tempo, ovvero: come l'hai fatto?».

Alludendo all’ampio respiro del titolo, anche dettato dalla volontà di Nolan di girare buona parte delle scene senza ricorrere massicciamente agli effetti speciali, ha anticipato: «Penso che i fan saranno davvero, davvero, sorpresi dalle scenografie e dalle sequenze nel corso del film perché, pur essendo qualcuno presente sul set e coinvolto nelle riprese, sono rimasto assolutamente stupito dalla portata, dalla scala, dalla sua capacità di muoversi in una storia così intricata ed emozionante nel mezzo di questa folle specie di film d'azione».

E, sottolineando quanto sia fondamentale godere di questa esperienza nelle sale cinematografiche, ha aggiunto: «Sono un vero sostenitore delle sale e del cinema, e dell'esperienza collettiva di sedersi in una sala buia e lasciarsi intrattenere. Credo che alcuni studi cinematografici lo facciano meglio di altri, e desidero davvero costruire rapporti con questi, in modo che, come comunità, possiamo contribuire a mantenere vive le sale cinematografiche. Penso che questo sarà uno degli obiettivi principali su cui mi concentrerò nei prossimi dieci anni della mia vita».

Altro aspetto fondamentale del lavoro è stato il legame intessuto sul set con gli altri professionisti e, in particolare, con Matt Damon, protagonista nei panni di Odisseo. Lodando l’estrema dedizione e serietà del collega, ha dichiarato: «Abbiamo trascorso così tanto tempo insieme e ciò per cui sono realmente grato è che lui è esattamente ciò che avevo sperato fosse. È un leader. Questo è stato un film davvero difficile e nessuno ha lavorato più duramente rispetto a quanto ha fatto Matt».

Accennando, inoltre, alla sua accoglienza e disponibilità nei confronti della troupe, oltre a ciò che ha potuto imparare dalla sua maturità artistica, ha concluso: «Lui è sempre venuto sul set con un sorriso sul volto ed è stato così gentile e cortese con la troupe. E penso che abbia realmente stabilito il tono per tutti per quanto riguarda il modo in cui avremmo collettivamente realizzato questo film. Ci sono molti consigli che mi ha dato e che non rivelerò, ma c'è molto che ho imparato da lui semplicemente essendo uno spettatore sul set e osservando la leggenda che è Matt Damon mentre lavorava».

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