Lutto nella musica, addio al maestro Paoluccio Masala
Il musicista e storico manager dei Collage aveva 91 anniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Gallura della musica è in lutto per la scomparsa di Paoluccio Masala, classe 1935: sassofonista versatile, storico manager dei Collage e figura chiave nel successo di Vittorio Inzaina, primo artista sardo a calcare il palco del Festival di Castrocaro e successivamente del Festival di Sanremo. Musicista, talent scout e organizzatore, Masala è stato anche ideatore di manifestazioni longeve come il Cantabimbo. In queste ore sono numerosi i messaggi di cordoglio che stanno affollando i social, segno dell’affetto e della stima costruiti in decenni di attività. "Vola in alto maestro", scrive la Banda Felicino Mibelli, di cui è stato direttore.
Commosso anche il ricordo del Premio Vittorio Inzaina, che solo due anni fa gli aveva conferito il premio “Isola in...cantata”: "Oggi il mondo della musica piange una perdita immensa. Paoluccio Masala non è stato solo un musicista e un manager, ma un vero architetto di sogni e talenti. Una mente brillante, capace di vedere il potenziale dove altri non arrivavano".Tra i momenti più significativi della sua carriera, l’arrangiamento di “Adesso no”, brano con cui Vittorio Inzaina vinse Castrocaro nel 1964, contribuendo a scrivere una pagina importante della musica non solo isolana. Masala è stato protagonista di numerosi incontri, tra musica e racconti, testimone diretto dell’età d’oro dei "complessi" anni sessanta e settanta e sempre prodigo di anedddoti. A ricordarlo con affetto è anche l’Archivio Mario Cervo. "Con Paoluccio ci legavano anche rapporti di parentela – racconta Velia Cervo –. Ricordo la profonda amicizia con mio padre e la passione comune per la musica. Per l’Archivio è sempre stato una presenza molto importante". Particolarmente toccante il saluto del maestro Giovanni Budroni, che ha ereditato la storica rassegna Cantabimbo: "Per me sei sempre stato come un padre. Mi hai cresciuto sia musicalmente che umanamente. Le nostre chiacchierate erano lunghe e sempre preziose".
