Euphoria: il creatore Sam Levinson ricorda Angus Cloud, l’attore morto di overdose
«Il suo personaggio era la spina dorsale della nuova stagione, gli raccontavo i miei progetti per provare a tenerlo aggrappato alla vita»Il cast di Euphoria (Ansa - EPA/DAVID SWANSON)
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Si tratta senza dubbio di uno degli eventi più attesi dell’anno l’uscita della terza stagione di “Euphoria”. La serie televisiva creata da Sam Levinson e targata HBO Max, che già dal suo esordio nel 2019 ha saputo descrivere in modo diretto e senza fronzoli le problematiche degli adolescenti di oggi, può contare su un seguito di spettatori che raramente si incontra così fidelizzato, oltre a essere riconosciuta per aver avviato i suoi giovani interpreti lungo una carriera sempre più in ascesa.
Nomi come Zendaya, Jacob Elordi, Sidney Sweeney e Hunter Schafer devono proprio allo show gran parte della notorietà di cui oggi possono vantarsi; ciò è stato anche uno dei motivi per cui l’uscita dei nuovi episodi ha richiesto tempistiche più lunghe del previsto, dovendosi necessariamente conciliare con gli altri impegni in agenda dei rispettivi attori, oltre alla stesura di uno script all’altezza delle stagioni passate.
Al nome di “Euphoria” è anche legato il ricordo di alcuni tra i volti più emblematici della serie, tristemente scomparsi prima che l’ultima stagione debuttasse sugli schermi lo scorso 13 aprile. Alla morte di Angus Cloud, avvenuta nel 2023 per un’overdose di fentanyl dopo una lunga fase depressiva, è seguito il ricordo di Eric Dane, venuto a mancare lo scorso febbraio all’età di soli cinquantatré anni per le complicazioni dovute alla SLA, contro cui ha combattuto nel corso dell’ultimo anno. Se Dane è riuscito a tornare nuovamente nei panni di Cal Jacobs, lo stesso non è stato possibile per il personaggio di Fezco, interpretato da Cloud. Ciò, comprensibilmente, ha costretto Levinson a trovare un’altra soluzione, portandolo a modificare in profondità il contenuto dei nuovi episodi.
Nella sua ultima intervista al New York Times, l’autore ha rivelato quanto Cloud, inizialmente, fosse indispensabile agli sviluppi della terza stagione: «Angus Cloud era la spina dorsale di quella stagione. Era mia abitudine parlargliene perché volevo che rimanesse pulito. Lo invitavo a casa mia e gli raccontavo quali progetti avevo per il personaggio. Dicevo: guarda, è stato in prigione per un paio di anni, quindi devi avere quel fisico muscoloso post prigione. Perché volevo che iniziasse ad allenarsi e prendersi cura di sé stesso. Aveva bisogno di qualcosa per guardare al futuro o altrimenti si sarebbe potuto perdere nel mondo. Quando stavo scrivendo la stagione 2 e mi stavo avvicinando alla fine, ho pensato: okay, questa volta devo farlo, Fezco morirà. E mentre ci stavamo avvicinando, semplicemente non potevo farlo, soprattutto con tutto quello che avevamo affrontato. Volevo avesse qualcosa a cui aggrapparsi, un obiettivo concreto per il futuro. Perdere Angus è stato realmente difficile per noi come produzione. Gli volevo davvero bene. Ho lottato duramente per tenerlo pulito».
Altrettanta eco hanno suscitato gli imprevedibili attacchi alla serie da parte di Labirinth, il compositore ufficiale della colonna sonora fin dal debutto dello show. Dopo un post al vetriolo su X dello scorso marzo, che recitava: «Ne ho abbastanza di questo settore. Fanc..o la Columbia. Doppio fanc..o a Euphoria. Me ne vado. Grazie e buona notte», l’artista britannico ha chiarito meglio la propria posizione, segnalando alcuni comportamenti che avrebbe ritenuto scorretti durante le fasi di lavoro.
Con un post su Instagram ha scritto: «In questo settore la gente mente spudoratamente e si definisce comunque onesta. Quindi, senza mezzi termini, ho deciso di rimuovere tutta la musica che avevo inserito nella serie. Ho parlato con la HBO e, per quanto ne so, siamo in buoni rapporti. Me ne sono andato perché, in tutta onestà, quando lavoro per qualcuno, la sua visione è fondamentale per me. Ma non permetto che la gente mi tratti di me..a».
Una reazione che avrebbe stupito lo stesso Levinson, da sempre grande sostenitore del lavoro di Labirinth. Le ragioni dell’addio potrebbero forse coincidere con il cambio di stile adottato per i nuovi episodi, come suggerito da Levinson in una precedente intervista a Rolling Stone: «In Euphoria, la storia di ogni personaggio è in un certo senso come un film a sé stante. In generale, ero meno interessato alle canzoni e più a qualcosa che ci guidasse attraverso questo mondo... Sono usciti dal liceo, quindi le radici pop sono svanite. Li vedo in questi paesaggi, alle prese con il bene e il male, le scelte che si fanno, le conseguenze e la libertà di essere più grandi. Per come l'ho immaginato visivamente, volevo ispirarmi alla colonna sonora di un western hollywoodiano vecchio stile».
