Un racconto in danza che fa dialogare linguaggi, stili e sensibilità della tradizione italiana con lo slancio vitale dei giovani interpreti: è il Teatro Massimo di Cagliari a ospitare questo martedì alle 21 la Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro Alla Scala, in un nuovo appuntamento dedicato a "La grande danza" del Festival Multidisciplinare Sardegna, curato dall'Associazione Enti Locali per lo Spettacolo. Sotto la direzione del maestro Frédéric Olivieri, gli allievi salgono sui legni del teatro per un programma che vede insieme il classico "Paquita" del pioniere Marius Petipa e i contemporanei "Rossini Cards" di Mauro Bigonzetti e "Bolero X" di Shahar Binyamini, in tre diverse visioni del mondo coreutico. 

Lo spettacolo tripartito di domani diventa perciò occasione per far conoscere al pubblico del capoluogo il talento, l'energia e la disciplina di una nuova generazione di danzatori, forte della preparazione conseguita in uno dei più prestigiosi templi della danza italiana. Inizialmente in calendario nel periodo estivo all'Anfiteatro di Tharros e poi rimandato per motivi logistici, l'incontro con le nuove eccellenze Under 19 della scuola milanese viene riproposto ora sotto i sipari del Massimo: e benché giovani, i ballerini junior esprimono già una sorprendente maturità artistica sul palco, svelando tramite i loro corpi l'impegno e la passione di una professione ancora in costruzione.

Un percorso che nasce dalla rigorosa conoscenza del vocabolario del balletto classico-accademico, in uno sguardo che si mantiene però aperto alla contemporaneità, alla sperimentazione e alle diverse concezioni del movimento, grazie all'esperta guida dell'ex ballerino, coreografo e maître de ballet Frédéric Olivieri in qualità di docente e mentore. E soprattutto direttore di un programma che intende restituire pienamente questo indirizzo artistico, tra la celebre coreografia "Paquita" firmata dal padre del balletto accademico Petipa e due creazioni di ricerca più attuale, quali "Rossini Cards", firmato dal grande coreografo italiano – ma dal successo internazionale – Mauro Bigonzetti, e "Bolero X", lavoro del collega israeliano Shahar Binyamini.

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