Sardegna, industria nautica trainata dalle esportazioni
Il settore nell’Isola cresce di quasi il 50% grazie all’export, in particolare vesto Usa ed Emirati Arabi. Il report di Cipnes GalluraPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’industria nautica in Sardegna cresce di quasi il 50% e a trainarla è l’export. Con una predilezione per i mercati che vanno dagli Stati Uniti agli Emirati Arabi. Non a caso nel 2025 registra un export di barche e gommoni pari a 43,5 milioni di euro, e un + 47% rispetto al 2024 quando il valore si è fermato a 29,6 milioni, con un saldo commerciale positivo di 17,7 milioni a fronte di importazioni pari a 35,5 milioni. A sottolinearlo è l’elaborazione del Centro studi del Cipnes Gallura (il consorzio per la valorizzazione del settore produttivo e industriale del nord est sardo). «I dati Ice-Istat, analizzati dal Centro Studi– sottolinea il responsabile Guido Piga - segnano il valore più alto della serie recente». La dinamica dell’export nautico regionale nel periodo 2021 - 2025 evidenzia un percorso di consolidamento, pur con variazioni annuali. «Dopo i 29,2 milioni del 2021 e i 37,7 milioni del 2022 - evidenzia lo studio - si registra una flessione a 27,3 milioni nel 2023, seguita dalla ripresa nel 2024 (29,6 milioni) e dal nuovo massimo nel 2025 (43,5 milioni)».
Sotto la lente del centro studi anche le destinazioni delle produzioni nautiche realizzate nel nord est dell’isola: «Nel 2025 le esportazioni risultano distribuite su più mercati internazionali. Gli Stati Uniti rappresentano il primo Paese di destinazione con 7,8 milioni di euro, seguiti dalla Libia con 6,6 milioni e dalla Francia con 5,7 milioni. Il Regno Unito assorbe 3,7 milioni, l’Albania 2,9 milioni e gli Emirati Arabi Uniti 2,1 milioni». Un altro aspetto che riguarda l’analisi realizzata dal Centro studi è il fronte delle importazioni che registra un valore, nel 2025, pari a 35,5 milioni. In questo caso c’è una prevalenza della Francia (20,4 milioni). Seguono Regno Unito con 3,2 milioni, Grecia con 1,6 milioni e Usa con 1,5 milioni. Il differenziale tra export e import determina un saldo positivo di 17,7 milioni. «L’analisi del Centro Studi del Cipnes Gallura colloca questi risultati nel quadro di una crescita progressiva dell’export nautico regionale – commenta Piga –. In questo contesto si inserisce il Piano di internazionalizzazione dell’industria nautica, finanziato dalla Regione Sardegna con il Cipnes come soggetto attuatore, finalizzato a sostenere la presenza delle imprese sarde sui mercati esteri».
Davide Madeddu
(Estratto da “Top24 Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 8 aprile 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
