Incentivi all’autoimpiego del Dl Coesione: chiesti aiuti per 121 milioni
Oltre 2.100 domande presentate. Il 27% riguarda lavoro autonomo o professionale. Il 39% attività a guida femminile. I dati del MinisteroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Gli incentivi già chiesti da giovani under 35 per mettersi in proprio con i finanziamenti per l’auto impiego previsti dal decreto Coesione valgono 121 milioni, il 21% della dotazione disponibile per le agevolazioni finanziarie alle nuove attività economiche. Fino al 16 marzo, le domande sono state 2.152, mentre 3.878 sono in fase di compilazione e saranno inviate a breve. I dati sono stati forniti al Sole 24 Ore del lunedì dal ministero del lavoro e delle Politiche sociali.
Nel territorio
Gli aiuti consistono in voucher per l’avvio dell’attività (fino a 40mila euro per il bonus Autoimpiego Centro Nord e fino a 50mila euro per il bonus Resto al Sud 2.0) e in contributi a fondo perduto di diversa entità, fino al 75% degli investimenti necessari a far partire l’attività. La maggior parte delle domande raccolte da Invitalia (1.316 presentate e 2.154 in compilazione) riguarda l’incentivo Resto al Sud 2.0, che prevede voucher e contributi rafforzati rispetto a quelli per il Centro Nord. Le agevolazioni richieste ammontano a 90,2 milioni e le prime tre Regioni per numero di istanze sono Campania (670), Sicilia (190) e Puglia (169).
Per l’incentivo Autoimpiego Centro Nord le domande inviate sono 830 e quelle in compilazione 1.724. Gli aiuti richiesti valgono 31,1 milioni e le prime tre Regioni per istanze sono Lazio (190), Lombardia (132) ed Emilia-Romagna (97).
Il 27% delle domande riguarda iniziative di lavoro autonomo o attività libero professionali, mentre il 73% ha lo scopo di avviare un’impresa.
In particolare, dei 591 progetti relativi ad attività libero professionali, 191puntano all’avvio di attività ordinistiche. Il 39% delle domande presentate è per attività a guida femminile, con una percentuale più alta al Sud (42%). Il 34% di coloro che hanno chiesto gli incentivi ha un’età compresa fra30 e 35 anni, il 28% ha da 25 a 29 anni e il 24% è nella fascia dei giovanissimi fra 18 e 24 anni.
Per poter chiedere gli aiuti, i giovani, oltre a non avere più di 35 anni, devono soddisfare uno dei seguenti requisiti:
- essere in condizione di marginalità, di vulnerabilità sociale e di discriminazione, come definite dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021 - 2027;
- essere inoccupati, inattivi o disoccupati;
- essere disoccupati destinatari delle misure del programma Gol, Garanzia di occupabilità dei lavoratori.
La formazione
Poiché i beneficiari di queste misure sono giovani in condizione di fragilità occupazionale, accanto agli incentivi economici sono stati previsti finanziamenti per attività di formazione (le risorse totali, per le due finalità, ammontano a 800 milioni). L’obiettivo è quello di garantire la durata nel tempo delle attività intraprese dai giovani, con capacità di programmazione e di gestione.
Per fine aprile è previsto che sia raggiunta la piena operatività dei primi cento formatori accreditati, da affiancare ai giovani aspiranti imprenditori.
«A cinque mesi dall’apertura dello sportello Invitalia per presentare le domande di incentivo -commenta Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali - i numeri confermano l’attrattività dell’autoimpiego: abbiamo più di 2.100 giovani che hanno proposto idee per la creazione di impresa o l’avvio di attività professionale in tutte le regioni del Paese, con una forte partecipazione femminile. La nostra scelta è quella di promuovere il lavoro in tutte le sue forme, dipendente e autonomo. Per questo abbiamo voluto qualificare al massimo le iniziative finanziate, accompagnandole con percorsi di formazione e tutoring che rafforzino i progetti e ne aumentino la sostenibilità». Quanto ai settori più gettonati per le attività da avviare, una domanda su quattro riguarda il turismo, il 21% è per servizi alla persona, il 18,6% per servizi alle Pmi. Seguono le attività commerciali (11,5%), l’Ict (8,3%) e gli altri settori.
Valentina Melis
(Estratto da “Norme & Tributi Plus Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 30 marzo 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
