Datori di lavoro agricoli, le aliquote 2026
La contributiva complessiva del fondo pensione per i dipendenti sale al 30,5%. Le novità della nuova Circolare Inps 43/2026Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per la generalità dei datori di lavoro agricoli la aliquota contributiva complessiva del fondo pensione lavoratori dipendenti sale al 30,50% (era al 30,30% nel 2025). È una delle principali novità contenute nella Circolare Inps 43/2026, dedicata alla illustrazione delle aliquote contributive per il settore agricolo in vigore nel corrente anno. L’incremento deriva dall’adeguamento annuale di 0,20 punti percentuali e interessa esclusivamente la quota a carico del datore di lavoro (quella del dipendente resta invariata all’8,84%). Altra rilevante novità è la revisione dei contributi dovuti all’Inail per gli operai agricoli dipendenti. Il consiglio di amministrazione dell’Inail, con una delibera del luglio dello scorso anno, ha approvato la revisione dei contributi in agricoltura per l’assicurazione obbligatoria, in attuazione di una norma contenuta nella legge di Stabilità per il 2014 (la norma prevede la revisione periodica dei premi e contributi sulla base degli indici di gravità medi). Il contenuto della delibera è stato ufficialmente recepito e reso operativo dal Decreto Legge 159/2025. La delibera ha proposto una riduzione strutturale dei contributi, resa possibile dall’aggiornamento degli indici di rischio reali del settore agricolo (che da decenni risultavano sovradimensionati rispetto agli altri comparti grazie al buon andamento del trend infortunistico del settore). Nello specifico, è stata introdotta una aliquota unica ridotta dell’8,50% (fino allo scorso anno il calcolo della contribuzione Inail era composto da due voci distinte, assistenza infortuni al 10,1250% e addizionale infortuni al 3,1185%, per un totale di circa il 13,24%). A fronte del nuovo assetto e dell’abbassamento strutturale dell’aliquota base, è cessata sata in via definitiva l’applicazione della riduzione percentuale dei premi e contributi, che nel 2025 era pari al 14,80 per cento. Da segnalare le prestazioni di lavoro occasionale agricolo a tempo determinato (Otdo) che, dal 1° gennaio 2026, cessano di essere sperimentali per diventare strutturali a pieno titolo. La circolare precisa che il calcolo dei contributi per questi lavoratori segue le stesse regole previste per gli operai a tempo determinato della generalità dei datori agricoli, inclusa l’applicazione delle riduzioni per zone tariffarie svantaggiate. Previsto, inoltre, un innalzamento del minimale retributivo per il calcolo della retribuzione minima oraria applicabile ai rapporti a tempo parziale. Il salario di riferimento passa infatti da 57,32 euro dello scorso anno con un minimale orario di 8,82 euro, a un importo per l’anno corrente di 58,13 euro, con un minimale orario di 8,94 euro. Rimangono invariate le aliquote Fpld per le aziende agricole con processi industriali (32,30%) e l’obbligo di versamento del contributo Naspi per cooperative e consorzi.
Antonio Carlo Scacco
(Estratto da “Norme & Tributi Plus Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 8 aprile 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
