Tutele ai caregiver, primo sì alla Camera. Cappellacci: «Una risposta attesa da vent’anni»
Stanziati 257 milioni nel 2027 e 260 milioni annui dal 2028, le opposizioni: «Una legge che crea disparità». Il testo ora passa all’esame del Senato(Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Una risposta alle famiglie» per la maggioranza, «un'occasione persa» per l'opposizione, che contesta l'insufficienza delle risorse. Con 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti, la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge sui caregiver familiari, che riconosce il valore sociale dell'assistenza prestata ai propri cari e introduce nuove tutele. Un punto di partenza, secondo la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, «da cui non si torna indietro». Sono almeno 7 milioni, secondo le stime, gli italiani e le italiane che si prendono cura di un familiare malato, con disabilità o non autosufficiente.
Un numero destinato a crescere con l'invecchiamento della popolazione. Spesso chi assiste è costretto a sacrificare il lavoro e la vita privata, con il rischio di arrivare al burnout: un impegno che finora non ha avuto un riconoscimento organico a livello nazionale. Il testo riconosce il valore sociale dell'attività di cura e introduce sostegni differenziati in base all'intensità dell'assistenza. «Questa legge parte dal garantire dignità e un sostegno concreto anche dal punto di vista economico a chi ha un carico di cura 24 ore su 24. Le tutele sono differenziate per garantire sostegni e misure di intensità diversa a seconda dell'impegno richiesto», spiega Locatelli. Dal 2013 al 2025 si sono susseguite circa 30 proposte di legge sul tema, nessuna arrivata all'approvazione definitiva. «Diamo una risposta attesa da oltre vent'anni a milioni di persone», afferma Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari sociali della Camera, che rivendica l'emendamento che ha «innalzato da 15mila a 25mila euro la soglia Isee per accedere al sostegno economico».
Proprio le risorse sono il principale terreno di scontro politico. Il provvedimento prevede 257 milioni di euro nel 2027 e 260 milioni annui dal 2028. Per le opposizioni, però, servirebbero almeno 940 milioni l'anno. «Il Pd vota contro una legge che crea disparità proprio tra le persone che dovrebbe proteggere, lasciando sulle spalle delle famiglie il peso della cura e dell'assistenza», dichiara la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga. A fronte di milioni di potenziali beneficiari, sostiene, «la legge si occuperà solo di poche decine di migliaia» di persone. Contraria anche Avs, che denuncia un «percorso a ostacoli» e «misure economiche povere per chi è già povero». Per Daniela Ruffino, deputata di Azione, «la maggioranza ha riunito solo buone intenzioni in un testo che non ha coperture finanziarie sufficienti». Il testo passa ora all'esame del Senato. «Continueremo a batterci per cambiare una legge che prevede un sostegno che arriva a 400 euro al mese: poco più di un euro l'ora», assicura Marco Furfaro, responsabile nazionale Welfare del Pd. Nel mirino anche i requisiti, giudicati troppo restrittivi, per accedere alle tutele, tra cui la convivenza e almeno 91 ore settimanali di assistenza.
(Unioneonline)
