Dietro il voto segreto che in Consiglio regionale ha fatto andare sotto la maggioranza del Campo largo ci sarebbe uno scontro fra la presidente della Regione Alessandra Todde e la sua assessora al Lavoro Desirè Manca.

La tesi è del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Fausto Piga, che parla di una «una rivalità già ipotizzata in passato dalle cronache politiche, ma sempre smentita dalle dirette interessate a colpi di dichiarazioni di facciata, selfie e abbracci pubblici».
I numeri, sottolinea Piga, «raccontano di una coalizione in frantumi, con almeno 10 franchi tiratori in Aula, una cifra superiore agli stessi esponenti di Pd e Progressisti presenti. Difficile pensare al solito tira e molla tra democratici e Cinque Stelle: questo voto nasconde ben altro».

Il consigliere meloniano avanza quindi un'ipotesi pesante: «Queste dinamiche non avvengono mai all’insaputa dei vertici. E se a coordinare i cecchini parlamentari fosse stata la stessa presidente Todde? Poteva essere l’occasione perfetta per impallinare Desirè Manca, il suo alter ego politico, ovvero l'assessore più ingombrante e capace di oscurare la governatrice. Se così fosse, il quadro complessivo sarebbe ancora più grave di quanto immaginiamo». Non saremmo solo davanti a un Campo largo diventato un campo di battaglia», aggiunge Piga, «ma a un dualismo distruttivo in cui Todde e Manca si fanno la guerra sulla pelle dei sardi».
Al di là delle ricostruzioni e delle probabili smentite, «il caos politico è palese»,  conclude l'esponente di FdI, «la maggioranza si conferma un teatrino in balia di correnti, personalismi e faide. Un modello di governo che ha già buttato al vento metà legislatura e sperperato i 2,5 miliardi della vertenza entrate senza risolvere le emergenze dell'Isola, come dimostra un Defr privo di visione. Politicamente la legislatura è finita: se la Todde non ha combinato nulla di concreto finora, non ci riuscirà più. Tirare a campare servirà solo a salvare la poltrona, non la Sardegna. Tragga lei le conclusioni in un sussulto d’orgoglio». 

(Unioneonline)

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