“Se vincesse il centrodestra e ci fosse l'affermazione di Fdi non ho ragione di credere che Mattarella possa assumere una scelta diversa rispetto alla mia indicazione” a premier.

Giorgia Meloni lo dice senza mezzi termini, è ora di finirla con i governi tecnici: “L’anomalia non sarei io, ma lo è stato Monti”. Si dice “pronta” a guidare l’Italia, pur sapendo che si tratta di un compito “da far tremare i polsi”, roba da "non riuscire a dormire”.

Noi puntiamo sul merito e sulle energie, mentre il centrosinistra è sensibile al richiamo delle amicizie”, attacca, rimarcando come sia “difficile parlare di contenuti” perché “l’unico argomento della sinistra è dire che Meloni è un mostro”.

Le leader FdI lancia anche messaggi rassicuranti a Bruxelles e ai mercati per accreditarsi. Garantisce “massima serietà nella tutela dei conti pubblici” e lancia la sua proposta sulle bollette: “Parametriamole su quelle dell’anno scorso e tagliamo tutti gli oneri allo Stato, che non può guadagnare sul caro bollette. Sono pronta ad approvare questo provvedimento lunedì, taglierebbe il costo delle bollette del 30%”.

Ma Salvini spera ancora di superare la rivale-alleata e replica così: “Io aspetto il voto degli italiani prima di fare commenti, poi il Presidente della Repubblica sceglierà come è giusto che sia. Sono convinto che il centrodestra possa vincere, sono convinto che la Lega possa prendere un voto in più di tutti gli altri, ma non impongo nomi e ruoli a nessuno, men che meno al Presidente della Repubblica”.

(Unioneonline/L)

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