Il futuro della Sardegna, tra sanità, 41 bis, transizione energetica e Einstein Telescope. È stato un confronto a tutto campo quello tra la presidente della Regione Alessandra Todde e il deputato e segretario regionale del Pd Silvio Lai, alla Festa regionale dell’Unità di Alghero. Un’occasione per intrecciare il bilancio dei primi due anni e mezzo della legislatura con le grandi questioni ancora aperte nell’Isola.
Gioco di squadra
La presidente ha rivendicato innanzitutto il metodo della coalizione. «In Sardegna governiamo come una squadra e questo è il nostro segreto», ha detto, ricordando il recupero di importanti risorse, lo sblocco dei cantieri e gli investimenti sui giovani. «Abbiamo lavorato per le nuove generazioni, il nostro piano di rinascita può essere l’Einstein Telescope, un progetto per i prossimi trent’anni. Dobbiamo combattere con le unghie e con i denti per portarlo in Sardegna».
Tra i temi del dibattito, moderato dal direttore della Nuova Sardegna Giacomo Bedeschi, anche la sanità che arranca. La presidente punta a una riorganizzazione della rete: «Ogni ospedale non può fare tutto occorre distinguere tra grandi strutture, ospedali intermedi e presìdi collegati al territorio». Silvio Lai non ha nascosto la gravità della situazione, affermando che è forse il settore che più fa male ai cittadini.
Per il segretario del Pd occorre prendere coscienza delle difficoltà esistenti, senza minimizzare, «per individuare con chiarezza una direzione di marcia».
L’isola-carcere
Altro argomento spinoso, il 41 bis. Todde ha attaccato il Governo per aver concentrato nell’Isola così tanti detenuti sottoposti al carcere duro, senza un confronto con la Regione. «È una decisione arrogante e unilaterale», ha attaccato, annunciando il ricorso al Tar e sollevando anche il problema degli extracosti per la sanità penitenziaria.

Lai ha rincarato la dose portando i numeri: «Qui rischia di arrivare di fatto la metà dei detenuti italiani al 41 bis. E due anni dopo l’arrivo dei primi 41bis a Bancali la Sardegna veniva citata nella relazione della direzione nazionale antimafia».
Sull’energia la presidente ha ribadito: «Accettiamo la sfida e ci prendiamo la responsabilità della transizione energetica, ma nessuno ci deve dire dove dobbiamo fare gli impianti ». A margine dell'incontro ha assicurato che il Campo Largo funziona bene in diverse Regioni: «Noi abbiamo fatto quadrato, abbiamo la nostra chat e ora faremo insieme una battaglia per la sanità. Siamo uniti e coesi. E combatteremo per avere anche un Governo nazionale progressista».
Caterina Fiori

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