La festa laica di tutti i sardi: il commento del 12 ottobre 2026
Di Lorenzo PirasCagliari-Juventus va oltre il pareggio della Domus. È il fuoco acceso davanti al camino di casa, lo spirito ardente di un po' tutta la Sardegna. Un cuore che batte in luoghi inaspettati, che riscalda gli animi dei tifosi anche oltre i confini naturali dell'Isola. La squadra rossoblù vanta un seguito straordinario in Piemonte, posizionandosi in numerosi territori subito dietro Juve e Torino per preferenza sportiva, grazie alla presenza radicata di sardi di seconda e terza generazione. Incidono i retaggi storici di antichi e mitici successi calcistici, uniti a un profondo spirito di rivalsa sociale. La passione sportiva permette di azzerare le distanze gerarchiche nei contesti lavorativi quotidiani. Il lunedì mattina basta un risultato positivo per cancellare ogni differenza tra le catene di montaggio di una fabbrica, negli uffici, nelle portinerie e nelle stanze dei bottoni. Certo, molti professionisti sardi occupano ruoli di vertice e gestiscono un potere reale. Magari a loro una sconfitta, un pareggio o una vittoria del Cagliari cambia poco, dal punto di vista sociale. Ma l'identità del club rossoblù supera le mura fisiche dello stadio. Il Cagliari attuale incarna lo spirito battagliero dei tempi migliori anche quando non vince. È un aspetto stupefacente di questo gruppo nato senza grandi proclami, che si è nutrito della grinta e della rettitudine morale di Fabio Pisacane per provare ad affermarsi, mettendo nel conto anche qualche batosta. Questa "vis pugnandi" tutta sarda si riflette nell'ardore portato sul terreno di gioco da Alessandro Deiola. L'attaccamento ai colori sociali emerge nelle prestazioni dei "senatori" del gruppo: Caprile, Mina, Obert e Adopo. Agli elementi che trasudano appartenenza, si unisce il contributo dei nuovi profili tecnici. Il percorso del Cagliari deve prescindere dal verdetto immediato del campo. Il gruppo ha il dovere di guardare al futuro ponendosi traguardi ambiziosi. L'esuberanza dei ventenni costituisce una risorsa strategica fondamentale. La convinzione nei propri mezzi può spingere il collettivo oltre i limiti fisici. A crederci anche quando il cielo sembra grigio, sull'esempio di Beniamino Zuncheddu, acclamato ieri alla Domus, che ha avuto giustizia quando tutto sembrava perso. Questo atteggiamento mentale può innescare dinamiche positive dai risvolti imprevedibili sulla classifica. In ogni caso, è un Cagliari in cui ci riconosciamo: spavaldo, a tratti indisponente (per gli avversari), privo di timori reverenziali. Il calendario offre banchi di prova decisivi per valutare le reali prospettive stagionali. Le risposte del campo definiranno le ambizioni. Intanto, extra campo, si sviluppano dinamiche altrettanto cruciali. Sono attese novità concrete sul fronte del "Gigi Riva". La pubblicazione del bando di gara per la costruzione del nuovo impianto sportivo sarebbe imminente. Non è la prima volta che, da Palazzo Bacaredda, annunciano questa svolta burocratica, che potrebbe cambiare le prospettive economiche e gli obiettivi del club rossoblù. Ma credere – una volta per tutte – che ci siamo sarebbe un segnale di serietà, dopo un dibattito durato decenni.
Lorenzo Piras