Si allunga la lista degli Stati che bloccano o non autorizzano l'utilizzo del vaccino AstraZeneca contro il coronavirus. Dopo Italia, Francia, Germania, anche Venezuela e Lettonia hanno preso le loro decisioni.

Il governo di Caracas si è espresso attraverso le parole della vicepresidente esecutiva Delcy Rodríguez, che presiede anche lo speciale comitato costituito per il controllo e la prevenzione del Covid-19, la quale ha confermato che la decisione è stata presa dal presidente Nicolas Maduro sulla base di un rapporto redatto dagli esperti che orientano il governo nelle scelte per il programma di immunizzazione dei venezuelani.

Le vaccinazioni sul personale sanitario e nei confronti di persone maggiormente a rischio sono iniziate a febbraio con i farmaci Sputnik V (russo) e Sinopharm (cinese).

Non avendo grandi disponibilità di valuta per la crisi economica che attraversa e per le stringenti sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti, il Venezuela ha puntato tutto sulla possibilità di ricevere un mix di vaccini (fra cui anche 1,5 milioni di dosi di AstraZeneca), nell'ambito del meccanismo Covax dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms).

Per pagare la fornitura, Maduro ha cercato un accordo con l'opposizione al fine di sbloccare 300 milioni di dollari attraverso la vendita di parte delle 31 tonnellate di oro del Venezuela bloccate nella Banca d'Inghilterra.

Ma per ora il governo britannico non ha risposto positivamente a questa richiesta.

LETTONIA - Le autorità sanitarie della Lettonia hanno stabilito di sospendere temporaneamente l'uso del vaccino di AstraZeneca e chiedono ai medici di non utilizzare le fiale già aperte e di non aprirne di nuove.

Al momento, viene spiegato in una nota, non sono stati comunque registrati problemi in chi è già stato vaccinato.

(Unioneonline/s.s.)
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