«Da insegnante del mese a detenuto in un carcere di massima sicurezza», «Plotone di esecuzione ripristinato: prendi posto». «Capisco il tuo dolore. Ma non puoi sparare alle persone. Spero che non sia stata qualche teoria complottista folle che ti ha coinvolto». Sono alcuni degli oltre 100 commenti comparsi sull'account LinkedIn del 31enne californiano Cole Thomas Allen, arrestato per la sparatoria alla cena dell'Associazione dei Corrispondenti della Casa Bianca, sotto al suo post pubblicato 11 mesi fa per festeggiare la laurea al California Institute of Technology (Caltech University) in Computer Science.

La maggior parte dei commenti condanna il gesto, a volte commiserando l'autore, a parte un utente che esprime le sue congratulazioni con l'emoticon di una bottiglia di spumante. «Perché? Qualunque cosa ti abbia portato a questo punto...la violenza non è giustificabile. Spero tu possa ricevere l'aiuto di cui hai bisogno», osserva uno. «Non sono qui per dire qualcosa di cattivo, ma la violenza non è mai la risposta a nulla, che ti piaccia qualcuno o no», scrive un altro. Non mancano i sarcasmi. «Che sapore aveva il tappeto?», chiede un certo Brooke, alludendo alla faccia di Allen ammanettato prono contro la moquette.

«Correva come Usain Bolt», sottolinea un tale Tyler, riferendosi alla velocità con cui il sospetto ha varcato il metal detector. «Sei l'incubo peggiore di ogni manager d'hotel!», ironizza Jonathan, mentre Nikoll gli fa eco: «Il mercato del lavoro nel settore informatico è così pessimo che ha saltato LinkedIn e ha provato a diventare un aspirante assassino». Non manca chi la butta in politica, in particolare scagliandosi contro i dem: «Sei imparentato con Hakeem Jeffries?», domanda Ariel, riferendosi al leader del partito dell'asinello alla Camera.

(Unioneonline)

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