Storica visita del Papa in Moschea: Leone scalzo ma non prega
Lo avevano fatto sia Benedetto XVI che Francesco ma i tempi sono diversiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Storica visita di Papa Leone XIV nella Moschea Blu di Istanbul, uno degli eventi centrali di questo primo viaggio internazionale all'insegna del dialogo con tutti e tra tutti per costruire percorsi di pace. Il Pontefice arriva nel luogo di culto musulmano, si toglie le scarpe e ammira la bellezza del luogo. Ma a differenza dei suoi predecessori sceglie di non pregare. Lo avevano fatto sia Benedetto XVI che Francesco ma i tempi sono diversi. Questo tuttavia non sminuisce la ricerca di "ponti", una delle parole più utilizzate da Prevost in questo viaggio in Turchia. Ponti con i musulmani ma anche anche tra i cristiani e all'interno della stessa comunità cattolica.
E dopo l'evento di Nicea, si prospetta un nuovo incontro tra le Chiese cristiane: a Gerusalemme nel 2033 per il Giubileo della Redenzione. Leone «ha chiesto e assicurato la preghiera perché si generino nuovi incontri e momenti come quello vissuto, anche con quelle Chiese che non sono potute essere presenti», riferisce il Vaticano.
E il pensiero non può non andare al Patriarcato di Mosca, guidato da Kirill, il grande assente alla rievocazione dei 1700 anni del Concilio di Nicea. Intanto si costruisce un importante mattone nel dialogo ecumenico con la dichiarazione comune tra Papa Leone XIV e il Patriarca ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo: «Rifiutiamo qualsiasi uso della religione e del Nome di Dio per giustificare la violenza. Crediamo che un autentico dialogo interreligioso, lungi dall'essere causa di sincretismo e confusione, sia essenziale per la convivenza di popoli appartenenti a tradizioni e culture diverse».
Quindi l'appello ai responsabili a fermare i conflitti in corso nel mondo. Anche nell'omelia, nella messa alla Volkswagen Arena, Papa Leone ribadisce: «Viviamo in un mondo in cui troppo spesso la religione è usata per giustificare guerre e atrocità». Il Papa e Bartolomeo confermano anche che si lavora ad una data per la Pasqua unica per tutti i cristiani. Tornando al primo momento della giornata, la visita in Moschea, Papa Leone è apparso davvero ammirato dalle bellezze di quel luogo di culto. Ma sceglie, a differenza di quanto era atteso, di non pregare. «Gli ho detto che questa è la casa di Allah, che se voleva poteva pregare, e lui ha detto “no, preferisco continuare il giro"» e ha proseguito infatti nella visita, riferisce ai giornalisti il muezzin della Moschea, Asgin Tunca, il quale parla entusiasta dell'ospite illustre e riferisce di «un clima molto cordiale».
Il Vaticano poi ha spiegato: «Il Papa ha vissuto la visita alla Moschea in silenzio, in spirito di raccoglimento e in ascolto, con profondo rispetto del luogo e della fede di quanti lì si raccolgono in preghiera». Possibile che sulla scelta di Leone abbia pesato il desiderio di non urtare la sensibilità sia dei musulmani più intransigenti che dei cattolici conservatori che per ragioni diverse non avevano apprezzato il gesto (ovvero la preghiera in moschea) dei precedenti Pontefici.
Si registra poi un fuoriprogramma. Anche l'aereo che accompagna Papa Leone (con il seguito e i giornalisti) in questo primo viaggio internazionale è un Airbus A320. E anche questo velivolo è stato soggetto dunque alla sostituzione del monitor: il nuovo componente è arrivato da Roma, l'intervento necessario è stato effettuato, e il Pontefice domani potrà proseguire alla volta di Beirut.
Non è andato invece a buon fine il fuoriprogramma che aveva immaginato Ali Agca, che nel 1981 sparò a Giovanni Paolo II: «Voglio dare il benvenuto al Papa. Spero che potremo sederci e parlare», aveva detto nei giorni scorsi. Ma la polizia, che ha strettamente presidiato in questi giorni tutta la visita di Leone, lo ha fermato a Iznik, Nicea, e allontanato prima dell'arrivo di Papa Prevost.
(Unioneonline)
