I venti di pace sul Golfo soffiano molto debolmente e l'incertezza regna sovrana. L'ultima mossa destabilizzante l'ha fatta Teheran, che dopo 24 ore ha richiuso lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale, mettendo nel mirino alcune imbarcazioni civili. Il blocco resterà in vigore fino alla cessazione definitiva delle ostilità, è la condizione posta dal regime, che pur non chiudendo ancora la porta agli Usa ha accusato Trump di parlare troppo. «Non potete ricattarci», la replica del tycoon, che ha riunito la situation room con i vertici dell'amministrazione per prepararsi anche allo scenario di una ripresa a breve dei raid «senza una svolta» nella trattativa. In pubblico comunque il commander in chief ha mostrato calma, affermando che il negoziato «sta andando molto bene» e che l'Iran sta solo «facendo un po' il furbo». La mini-apertura di Hormuz ha consentito il passaggio di appena una dozzina di navi tra petroliere, mercantili e navi da crociera. La nuova stretta è scattata perché gli americani «continuano a compiere atti di pirateria con la copertura» del loro blocco navale, ha affermato il comando delle forze armate iraniane. Nel frattempo Mojtaba Khamenei, ancora lontano dai riflettori dalla sua nomina a Guida Suprema, ha avvertito attraverso un messaggio scritto che la sua Marina sarebbe stata «pronta a far assaggiare al nemico l'amarezza di ulteriori sconfitte». 

La diretta di domenica 19 aprile

Iran: «Progressi nei colloqui con gli Usa ma l'accordo è ancora lontano»

I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti hanno «fatto progressi» ma un accordo definitivo è «ancora lontano», ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un'intervista alla televisione di Teheran: «Abbiamo fatto progressi nei negoziati, ma rimangono molte divergenze e alcuni punti fondamentali sono ancora irrisolti», ha aggiunto il leader iraniano.

GUERRA ALL’IRAN, TUTTE LE NOTIZIE

Trump: «Israele è un grande alleato, a differenza di altri»

«Che Israele piaccia o meno, ha dimostrato di essere un grande alleato. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti, a differenza di altri che hanno mostrato la loro vera natura in un momento di conflitto e stress». Lo afferma il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che lo Stato ebraico combatte duramente e sa «come vincere».

Mattarella: «Inammissibile l’attacco a Unifil in Libano»

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron un messaggio di solidarietà dopo l’attacco in Libano all’Unifil: «Ho appreso con profondo sgomento la triste notizia della morte del sergente capo Florian Montorio, caduto questa mattina nel sud del Libano durante un attacco contro la missione UNIFIL. In questa luttuosa circostanza desidero farLe giungere, Signor Presidente, le espressioni del più sentito cordoglio della Repubblica Italiana e mio personale, insieme alla condanna per un gesto inammissibile contro una missione fondamentale per la stabilità dell'area e presidio di affermazione del diritto umanitario internazionale. Siamo vicini al lutto della Francia con sentimenti di solidale partecipazione, mentre auguriamo un pronto e completo recupero ai commilitoni feriti».

(Unioneonline)

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