Il giudice istruttore di Madrid, Juan Carlo Peinado, ha rinviato a giudizio Begona Gomez, la moglie del premier Pedro Sanchez, e fissato una serie di misure cautelari riscontrando il rischio di fuga, fra cui il ritiro del passaporto, il divieto di lasciare il territorio nazionale e l'obbligo di firma ogni 15 giorni davanti al tribunale. Lo si apprende da un'ordinanza emessa oggi dal magistrato e citata dai media iberici, fra cui l'agenzia Efe.

Il giudice Peinado ha adottato le stesse misure cautelari anche nei confronti dell'ex assistente di Begona Gomez al Palazzo della Moncloa, Cristina Alvarez, e l'imprenditore Juan Carlos Berrabes, a loro volta rinviati a giudizio. La decisione dopo l'udienza preliminare, che si era svolta lunedì alla presenza degli indagati davanti al gip del tribunale di Madrid, al termine di un'istruttoria durata oltre due anni, assieme alle altre parti del procedimento: la pubblica accusa e le accuse “popolari”, di cui fanno parte gruppi di estrema destra, fra cui Vox, rappresentate dall'associazione ultracattolica HazteOir. Erano state queste ultime a sollecitare misure cautelari adducendo il rischio di fuga degli indagati. Mentre la Procura anticorruzione e le difese avevano nuovamente chiesto il proscioglimento e l'archiviazione del caso per insussistenza degli indizi di reato.

Alla consorte di Sanchez e agli altri imputati Peinado contesta quattro presunti reati: corruzione negli affari, malversazione, traffico di influenze e appropriazione indebita, legate alla gestione di Begona Gomez di una cattedra universitaria presso l'Università Complutense di Madrid, co-diretta con l'imprenditore Berrabes, e di un software per imprese sviluppato in ambito accademico. Il magistrato, dopo aver ascoltato le parti, aveva tre giorni di tempo per pronunciarsi sul rinvio a giudizio o l'archiviazione.

La decisione è arrivata oggi, dopo che ieri Peinado aveva aperto un nuovo filone dell'indagine, che riguarda un contratto da 4 milioni di euro, finanziato con fondi Feder dell'Ue, gestito dalla società pubblica spagnola per la trasformazione digitale Red.es, assegnato a una unione temporanea di imprese (Ute), di cui fa parte anche Innova Next, azienda dell'imprenditore Juan Carlos Barrabes. Il magistrato ha poi precisato che la "primera dama” non è formalmente indagata in questo nuovo filone, che ipotizza reati di presunta prevaricazione e frode ai danni dei fondi dell'Unione Europea.

Il rinvio a giudizio è definito «una persecuzione» da fonti della Moncloa citate dall'emittente pubblica Tve. «Si constata la persecuzione, l'ossessione e la sproporzione di un giudice che ha realizzato un'istruzione che manca di qualsiasi senso giuridico e che solo risponde a motivi politici», segnalano le fonti governative. Secondo quanto si apprende, Begona Gomez avrebbe saputo del rinvio a giudizio mentre si trova al Palazzo della Moncloa. Le stesse fonti avevano bollato come «assurda» la richiesta di misure cautelari formulata dalle accuse «popolari», che a loro dire non risponde a diritto, non è proporzionata ai reati contestati e «si adotta per altri motivi», perché la fuga di Begogna Gomez «è impensabile». Anche perché la consorte del presidente del governo ha una scorta di tre agenti di polizia nazionale, che la accompagna in ogni spostamento. Per questo motivo, il magistrato che istruisce il caso cosiddetto Plus Ultra, che coinvolge fra gli altri l'ex premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero, aveva respinto la richiesta di misure cautelari, formulata sempre dalle accuse popolari, non ravvisando un eventuale pericolo di fuga. 

(Unioneonline)

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