Julio Iglesias accusato di aggressioni sessuali da due ex dipendenti: «Abusi, violenze e terrore»
Le due testimoni, al tempo 22 e 28 anni, hanno lavorato nei resort di lusso del celebre artistaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un racconto di abusi, violenze sessuali e psicologiche, in un ambiente di lavoro segnato da «isolamento, controllo e terrore» nel paradiso dei Caraibi. È quanto emerge dall'inchiesta esclusiva di elDiario.es e Univision Noticias, che raccoglie le testimonianze di due ex dipendenti di Julio Iglesias e ha portato all'apertura di un'indagine preliminare riservata da parte della Procura spagnola. Le due donne, una collaboratrice domestica e una fisioterapista, hanno raccontato di aver lavorato come interne nel 2021 nelle residenze del celebre artista spagnolo, oggi 82enne, tra Punta Cana (Repubblica Dominicana) e Lyford Cay (Bahamas). «Le interviste descrivono condizioni di isolamento delle donne, controversie di lavoro e un clima di tensione costante», scrive elDiario.es, sottolineando che le lunghe testimonianze, raccolte per oltre un anno, risultano «coerenti e supportate da prove documentali e referti medici».
La prima presunta vittima, Rebecca, aveva 22 anni all'epoca dei fatti. Denuncia che Iglesias, allora 77enne, la chiamava spesso nella sua stanza alla fine della giornata di lavoro. «Mi usava quasi ogni notte. Mi sentivo come un oggetto, come una schiava», senza possibilità di opporsi. Nella lunga testimonianza descrive atti sessuali non consensuali e aggressioni ripetute, che, secondo il suo racconto, avvenivano talvolta in presenza di una superiore. Ma anche «umiliazioni» e vessazioni fisiche e verbali. La seconda donna, Laura, 28 anni, fisioterapista personale del cantante, denuncia baci e palpeggiamenti indesiderati e rapporti non consensuali. «Eravamo in spiaggia e lui si è avvicinato e mi ha toccato i capezzoli», ha raccontato, riferendo simili aggressioni anche a bordo piscina del resort di lusso di Iglesias a Punta Cana. Entrambe parlano di un sistema che avrebbe «normalizzato gli abusi», a partire dal reclutamento: annunci sui social rivolti a giovani donne, richieste di foto del corpo e domande intime all'arrivo.
Nei tre anni dell'inchiesta, i giornalisti hanno contattato 15 ex dipendenti in totale le cui descrizioni «convergono su un clima di tensione, maltrattamenti normalizzati e condizioni di isolamento per il personale femminile». Hanno provato a contattare sia Julio Iglesias che il suo avvocato, senza tuttavia ottenere alcuna risposta alle loro domande. Il 5 gennaio l'organizzazione internazionale Women's Link Worldwide ha presentato una denuncia alla Procura dell'Audiencia Nacional per presunti «reati contro la libertà e l'identità sessuale come abuso e aggressione sessuale» e per presunta «tratta di esseri umani con fini di imposizione di lavoro forzato e servitù» a nome delle due ex dipendenti, che non osavano dare «pubblica testimonianza» delle violenze subite. Una delle due vittime si è alla fine decisa a parlare, poiché «l'idea che Iglesias possa fare ad altre quanto ha fatto a me non mi lascia dormire in pace», ha raccontato fra le lacrime. Alle spalle oltre 300 milioni di dischi venduti e una carriera che lo ha reso uno degli artisti latini più celebri al mondo, Julio Iglesias non ha rilasciato dichiarazioni. La Procura dovrà ora valutare se procedere con l'azione giudiziaria o archiviare.
(Unioneonline)
