Trump: «Volete il petrolio? Andate a Hormuz o compratelo da noi, gli Usa hanno smesso di aiutarvi». Pakistan e Cina: i 5 punti per la pace
Colpita una petroliera a Dubai, il Parlamento iraniano approva i piani per l’introduzione del pedaggio nello StrettoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Prosegue il conflitto in Medioriente, divampato il 28 febbraio scorso con gli attacchi di Usa e Israele all’Iran.
Gli Stati Uniti hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan usando un elevato numero di munizioni penetranti da 2.000 libbre. Del raid, il presidente Donald Trump ha postato anche un video che mostra una serie di esplosioni che illuminano il cielo notturno. Violente esplosioni sono segnalate anche a Teheran e nelle città di Isfahan e Zanjan. La Repubblica islamica ha invece lanciato l’ennesimo attacco contro Israele, colpendo anche Gerusalemme. In Libano – dove negli ultimi giorni sono stati uccisi tre caschi blu della missione Unifil – hanno perso la vita quattro soldati israeliani. Trump continua il pressing sul regime di Teheran: «Se un accordo non sarà raggiunto distruggeremo completamente i loro impianti elettrici, i pozzi petroliferi e l'isola di Kharg».
Intanto, si apprende che l’Italia nei giorni scorsi ha negato agli Usa l’uso della base di Sigonella, in Sicilia.
Le notizie del 31 marzo 2026
Il Papa: «Trump? Ha detto che vuole finire la guerra, torni al tavolo»
«Siamo nella Settimana Santa, viene la Pasqua e dovrebbe essere il tempo più santo, il più sacro di tutto l'anno, un tempo di pace e di riflessione ma come tutti sappiamo di nuovo nel mondo in tanti posti stiamo vedendo tanta sofferenza, tanti morti, anche bambini innocenti, continuamente facciamo l'appello per la pace ma purtroppo tante persone vogliono promuovere l'odio, la violenza, la guerra e quindi anche stasera rinnovo un appello invitando tutti a vivere questi giorni riconoscendo che Cristo è ancora crocifisso oggi, soffre negli innocenti». Così Papa Leone: «Magari una tregua per Pasqua, ma che finisca la guerra prima».
Al Arabiya: «La giornalista rapita a Baghdad sarebbe stata liberata»
Shelly Kittleson, la giornalista americana rapita stasera a Baghdad, «secondo alcune informazioni» sarebbe stata liberata durante l'intervento delle forze di sicurezza irachene. Lo riferisce al Arabiya in inglese, sottolineando che la reporter sarebbe rimasta ferita nel ribaltamento dell'auto dove si trovava e trasportata in ospedale.
Iraq: rapina giornalista Usa. Collabora anche con i media italiani
Una giornalista americana - Shelly Kittleson - è stata rapita a Baghdad da un gruppo armato. Lo riporta Al Arabiya citando il ministero dell'Interno iracheno. Le forze di sicurezza irachene - a quanto si apprende - hanno arrestato uno dei rapitori, mentre gli altri sono fuggiti con la donna rapita. Un video di Al Arabiya/Alhadath ha documentato il momento in cui un'auto si è fermata vicino a una donna in una delle strade della capitale irachena, prima che un gruppo di uomini armati si avvicinasse e la costringesse a salire a bordo del veicolo, che si è poi allontanato rapidamente. Shelly Kittleson, collabora con diversi media tra cui anche alcuni italiani. È stato pubblicato oggi sul sito del Foglio un suo articolo dal titolo «Il prezzo della neutralità curda. Gli attacchi nel Kurdistan iracheno».
Onu: «Se Israele applica la pena di morte sarà crimine di guerra»
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha duramente criticato l'approvazione da parte del parlamento israeliano di una nuova legge sulla pena di morte "profondamente discriminatoria", avvertendo che la sua applicazione nei territori palestinesi occupati "costituirebbe un crimine di guerra".
Cina e Pakistan propongono un piano in 5 punti per la fine della guerra in Iran
Cina e Pakistan hanno proposto un piano in cinque punti per la fine della guerra in Medio Oriente che include un cessate il fuoco immediato, l'avvio di colloqui di pace il prima possibile, la cessazione degli attacchi contro i civili e obiettivi non militari, come siti energetici, il rapido ripristino del "passaggio sicuro per le navi civili e commerciali" nello Stretto di Hormuz e che si arrivi a un accordo di pace con il sostegno dell'Onu. L'iniziativa congiunta è stata annunciata dopo l'incontro a Pechino tra il ministro cinese Wang Yi e quello pachistano Ishaq Dar. I due Paesi si sono proposti come mediatori. Lo riportano i media internazionali.
- Infantino: «L’Iran sarà al Mondiale negli Usa»
"L'Iran sarà al Mondiale, nelle sedi previste", ovvero negli Stati Uniti: è la certezza espressa dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, in tribuna ad Antalya, in Turchia, per seguire l'amichevole Iran- Costa Rica. "L'Iran sara' alla Coppa del Mondo...questo e' il motivo per il quale sono qui", ha detto Infantino, presente a sorpresa, nell'intervallo. La partecipazione dell'Iran, che dovra' giocare in Usa, è stata messa in forse dalle parole del presidente Trump ("sono i benvenuti, ma meglio se non vengono...") e da quelle dei dirigenti iraniani, intenzionati a chiedere lo spostamento dei match in Messico.
Nelle settimane scorse, Infantino aveva incontrato Trump alla Casa Bianca, e ad aveva annunciato di aver ricevuto rassicurazioni dal presidente Usa sul fatto che l'Iran era benvenuto al Mondiale, nonostante la guerra in Medio Oriente. Trump aveva però poi aggiunto che gli iraniani erano si' benvenuti, ma il rischio incolumità ne sconsigliava la presenza negli Stati Uniti; il presidente della federcalcio iraniana ha dichiarato poi, a meta' marzo, di aver contattato la Fifa per spostare dagli Usa al Messico le tre partite del girone previste per la nazionale iraniana.
"L'Iran parteciperà ai Mondiali e le partite si svolgeranno dove previsto, secondo il sorteggio", ha detto Infantino. Il calendario prevede che l'Iran giochi a Los Angeles il 16 giugno (contro la Nuova Zelanda) e il 21 (contro il Belgio) e poi a Seattle il 27 giugno (contro l'Egitto. "Siamo qui per questo. Siamo felicissimi perché è una squadra molto, molto forte, sono molto contento - ha aggiunto il presidente della Fifa durante l'intervallo della partita contro il Costa Rica - Ho visto la squadra, ho parlato con i giocatori, con l'allenatore, quindi va tutto bene".
- Parigi ha vietato spazio aereo a voli Israele con armi Usa
La Francia non ha permesso nel fine settimana a Israele di utilizzare il suo spazio aereo per trasportare armi americane da impiegare nella guerra contro l'Iran, hanno riferito martedì a Reuters un diplomatico occidentale e due fonti a conoscenza della questione. Lo scrive Reuters sul sito. Secondo le fonti, il rifiuto, avvenuto nel fine settimana, è stato il primo caso in cui la Francia ha preso una decisione del genere dall'inizio del conflitto in Iran. Né la presidenza francese né il ministero degli esteri sono stati immediatamente disponibili per un commento, precisa Reuters.
- Fonti militari francesi: «Nessun limite ad aerei militari Usa»
"Contrariamente a quanto affermato dal presidente americano, Donald Trump, la Francia non ha vietato il sorvolo del suo spazio aereo agli aerei militari americani": lo ha assicurato una fonte militare francese alla tv BFM. La stessa fonte afferma che "le condizioni restano le stesse per gli atterraggi: solo gli aerei di trasporto logistico – spiega - possono atterrare nelle basi di Istres e Avord".
- Trump: «Volete il petrolio? Andate a Hormuz o compratelo da noi, gli Usa non vi aiuteranno più»
"La Francia non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il proprio territorio. La Francia si è dimostrata molto poco collaborativa. Gli Stati Uniti se ne ricorderanno!!!". Così su Truth il presidente Usa Donald Trump, dopo aver accusato "tutti quei paesi che non possono ottenere carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell'Iran. Ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo e basta. L'Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Ora andate a procurarvi il petrolio da soli!. Dovrete imparare a difendervi da soli, gli Usa non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi".
- Colpita petroliera a Dubai
L'Iran ha condotto un attacco "diretto e deliberato" contro una petroliera battente bandiera kuwaitiana nel porto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Kuna che cita la compagnia petrolifera nazionale. "La petroliera era a pieno carico al momento dell'incidente. L'attacco ha causato danni materiali allo scafo della nave e un incendio a bordo, con il rischio di una fuoriuscita di petrolio nelle acque circostanti", ha scritto l'agenzia di stampa, citando la Kuwait Petroleum Corporation. Non si sono registrati feriti. In precedenza, sempre oggi, anche l'esercito kuwaitiano aveva dichiarato di aver risposto ad attacchi con droni e missili all'interno del Paese.
- Iran approva il pedaggio per le navi a Hormuz
Il parlamento iraniano ha approvato i piani per l'introduzione di un pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz: lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars. Nel testo si afferma il "ruolo sovrano" dell'Iran e delle sue forze armate nello stretto, la cooperazione con l'Oman e il divieto a qualsiasi Paese di imporre sanzioni unilaterali a Teheran. Nello Stretto di Hormuz normalmente transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gnl e dall'inizio della guerra l'Iran ha già imposto un pedaggio alle navi per un transito sicuro
- Crosetto: «Negata agli Usa la base di Sigonella»
L'Italia ha negato agli Stati Uniti l'uso della base di Sigonella. L'episodio, avvenuto qualche giorno fa, è riportato dal Corriere e confermato da fonti informate. Il diniego del ministro della Difesa Guido Crosetto è partito quando si è appreso del piano di volo di alcuni asset aerei Usa, che prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani: il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo e dalle verifiche è emerso che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.
- Trump: «Fine guerra possibile anche senza riapertura Hormuz»
Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri di essere pronto a mettere fine all'operazione contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse restare in gran parte chiuso. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali negli ultimi giorni il presidente e i suoi collaboratori avrebbero stabilito che la missione per sbloccare Hormuz avrebbe spinto il conflitto oltre la tempistica delle 4-6 settimane stabilite.
- Usa colpiscono grande deposito di munizioni
Attacco Usa contro un deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense. Un video privo di didascalia, pubblicato su Truth dal presidente Donald Trump e raffigurante una serie di esplosioni che illuminano il cielo notturno, ha immortalato l'attacco, ha precisato il funzionario. Le forze americane hanno colpito oltre 11.000 obiettivi durante il conflitto contro l'Iran, durato un mese, concentrandosi prevalentemente su siti volti a degradare le capacità offensive del Paese.
- Iran: «Nessun negoziato, solo proposte»
"Non abbiamo avuto alcun negoziato con gli Stati Uniti in questi 31 giorni. Quello che è successo è una richiesta di negoziati insieme a una serie di proposte dagli Usa che ci sono pervenute tramite alcuni intermediari, tra cui il Pakistan". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei smentendo quanto riferito da Donald Trump su trattative "anche dirette" con Teheran.
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(Unioneonline)
