«Un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà». Questo lo scioccante avvertimento del presidente americano Donald Trump all’Iran. Parole definite da più parti «inaccettabili» e bollate come tali anche da papa Leone XIV.

Intanto, Usa e Israele hanno lanciato una nuova raffica di attacchi in Iran, colpendo anche infrastrutture civili. I media locali hanno riferito di esplosioni a seguito di attacchi sull'isola di Kharg (snodo fondamentale per il passaggio delle navi che trasportano il petrolio prodotto dall’Iran), all’aeroporto di Khorramabad, mentre due persone sono state uccise in un raid a un ponte ferroviario nella città di Kashan. Colpito anche un ponte vicino alla città di Qom, a sud di Teheran.

Le minacce e i nuovi raid contro le infrastrutture hanno innescato, come detto, dure reazioni internazionali. L'Unione Europea, tramite un portavoce,  ha fatto sapere di «respingere con fermezza» qualsiasi minaccia o attacco «contro le infrastrutture civili essenziali» anche per evitare «un'ulteriore e pericolosa escalation». La stessa Ue esorta tutte le parti a dar prova «della massima moderazione», a proteggere i civili e le infrastrutture civili e a rispettare «pienamente il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario».

Aggiornamenti in diretta: 

- Media: «L'Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan»

Un alto funzionario iraniano sostiene che l'Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan di un cessate il fuoco di due settimane. Lo riporta Reuters sul suo sito.

- Palazzo Chigi: «Gli iraniani non possono pagare le colpe del regime»

«L'Italia ribadisce la propria ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran: dagli attacchi missilistici che minacciano la sicurezza delle nazioni del Golfo, alle reiterate intimidazioni volte a compromettere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz — arteria vitale per l'economia globale — fino alla sistematica e brutale repressione interna del proprio popolo. Tuttavia, è fondamentale distinguere nettamente tra le responsabilità di un regime e il destino di milioni di cittadini comuni. La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti». Lo afferma una nota di Palazzo Chigi, in cui si spiega che «il Governo italiano continua a seguire con estrema attenzione l'evolversi della crisi in Medio Oriente e il rischio di un'ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l'intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili». 

Titolo

- Premier Pakistan: «Serve cessate il fuoco di due settimane per accordo»

Il primo Ministro pakistano Sharif ha invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto in corso in Medio Oriente a rispettare "un cessate il fuoco di due settimane" per consentire alla diplomazia di raggiungere una soluzione definitiva. Sharif ha chiesto su X alle autorità iraniane di aprire lo Stretto di Hormuz nello stesso periodo, "come gesto di buona volontà", e ha sollecitato il presidente statunitense Donald Trump "a prorogare di due settimane la scadenza" fissata per l'intervento in Iran. Il primo ministro ha affermato che gli sforzi diplomatici per una soluzione pacifica del conflitto stanno procedendo "a ritmo costante".

- Unifil: «Soldato dell'Onu fermato per un'ora dall'Idf, violati i diritti»

«Nel corso della prima serata, le Forze di Difesa israeliane hanno trattenuto un peacekeeper di Unifil dopo aver bloccato un convoglio logistico. A seguito di contatti diretti e immediati da parte del Capo Missione e Comandante della Forza di Unifil e della nostra Sezione di Collegamento, il peacekeeper è stato rilasciato in meno di un'ora». Lo riferisce Unifil, che sottolinea: «Qualsiasi detenzione di un peacekeeper delle Nazioni Unite costituisce una palese violazione del diritto internazionale. Ci aspettiamo il pieno rispetto dello status protetto dei peacekeeper delle Nazioni Unite da parte di tutti gli attori e che tutti si astengano dall'interferire in qualsiasi modo con la loro libertà di movimento». Secondo quanto si apprende non sarebbero coinvolti militari italiani.

- L'Iran agli Usa: «Siamo pronti a qualunque scenario»

L'Iran è pronto a "tutti gli scenari" dopo la minaccia di Donald Trump di annientare la civiltà iraniana. Lo ha dichiarato il primo vicepresidente Mohammad Reza Aref. «La sicurezza nazionale e la sostenibilità delle infrastrutture sono oggetto di calcoli precisi. Il governo ha definito nel dettaglio le misure necessarie per tutti gli scenari. Nessuna minaccia è al di là della nostra preparazione e della nostra capacità di intelligence», ha affermato Aref in un post su X. 

- Papa Leone: «Minacce al popolo dell’Iran inaccettabili»

«Oggi, come tutti sappiamo, c'è stata questa minaccia contro tutto il popolo dell'Iran. Questo veramente non è accettabile, qui ci sono questioni certamente di diritto internazionale ma molto di più. È una questione morale per il bene del popolo intero. Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore veramente di tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani, totalmente innocenti, che sarebbero anche loro vittime di questa escalation di una guerra che è cominciata già dai giorni». Lo ha detto il Papa a Castel Gandolfo, riferendosi alle parole d’avvertimento all’Iran pronunciate da Donald Trump.

- Iran all’Onu: «Parole di Trump annunciano crimini di guerra»

L'ambasciatore dell'Iran all'Onu ha aspramente criticato le minacce di Donald Trump contro il suo Paese, dopo che il presidente Usa ha avvertito che «un'intera civiltà morirà» se Teheran non accetterà le sue richieste. «Trump ha fatto nuovamente ricorso a un linguaggio che non è solo profondamente irresponsabile, ma anche profondamente allarmante», ha sottolineato durante la seduta del Consiglio di Sicurezza Amir Saeid Iravani, aggiungendo che i commenti del tycoon rivelano «apertamente la sua intenzione di commettere crimini di guerra e crimini contro l'umanità».

- Trump: «Un'intera civiltà morirà stanotte»

«Un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà». Lo ha affermato Donald Trump sul suo social Truth. 

- Iran: «In Occidente niente petrolio per anni»

«Qualora venissero superate le linee rosse dell'Iran, la portata della risposta di ritorsione contro le infrastrutture degli Stati Uniti e dei loro alleati li priverebbe di petrolio e gas della regione per anni». È il duro monito delle Guardie della Rivoluzione Islamica riportato dall'agenzia iraniana Tasnim. I pasdaran, riporta l'agenzia, hanno esortato i partner regionali degli Stati Uniti a prendere atto che, «fino ad ora, l'Iran ha dato prova di notevole moderazione per buona volontà nei confronti dei paesi vicini e ha tenuto conto di vari fattori nella scelta degli obiettivi di rappresaglia, ma che tutte queste considerazioni sono state ora accantonate».

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(Unioneonline)

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