Guerra in Iran, Trump parla alla Nazione: «Molto vicini a finire il lavoro, colpiremo duramente nelle prossime 2-3 settimane»
Il presidente si rivolge agli americani dalla Casa Bianca per la prima volta dall'inizio del conflitto e a oltre un mese dai primi attacchi: «I nuovi leader? Più ragionevoli»Donald Trump e il discorso alla Casa Bianca (Ansa - EPA/ALEX BRANDON / POOL)
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Il lavoro è quasi completato. Donald Trump, alle 3 di notte ora italiana, si rivolge agli americani dalla Casa Bianca per la prima volta dall'inizio della guerra in Iran e a oltre un mese dai primi attacchi. Un discorso in cui spiega il perché della guerra e assicura: «Colpiremo duramente l'Iran nelle prossime due-tre settimane, lo faremo tornare all'età della pietra». E se non sarà raggiunto un accordo tramite le vie diplomatiche che sono in moto «colpiremo i loro impianti elettrici».
Venti minuti di monologo - 19 per la precisione - qualche stoccata ai Paesi occidentali e pochi tentativi di rassicurazione al popolo americano. Parole che non hanno sorpreso più di tanto, pur mettendo in fila, punto per punto, ciò che il repubblicano ripete da settimane e cioè che l'operazione Epic Fury in Iran, iniziata 33 giorni fa, è servita a «correggere errori di altri» («Ho fatto ciò che nessun altro presidente era disposto a fare», dice) e che gli obiettivi sono stati quasi raggiunti.
Davanti lui nello Studio Ovale, tra gli altri c'erano anche il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, quello alla Difesa - anzi alla Guerra - Pete Hegseth, la procuratrice generale Pam Bondi e la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, dall'inizio delle operazioni sono stati colpiti oltre 12.300 siti in Iran, sono stati effettuati oltre 13.000 voli di combattimento e oltre 155 navi militari iraniane sono state danneggiate o distrutte. Marina e aviazione di Teheran, dice Trump nello Studio Ovale, «sono state spazzate via».
Il più, insomma, è fatto, assicura, grazie a «vittorie rapide, decisive e schiaccianti sul campo di battaglia». «Siamo sulla buona strada per raggiungere a breve tutti gli obiettivi militari americani». E se sul fronte militare «mai nella storia della guerra un nemico ha subito perdite così evidenti e devastanti su larga scala nel giro di poche settimane», su quello economico anche Trump non può ignorare la realtà e cioè che negli Usa la benzina ha raggiunto i 4 dollari al gallone, registrando un incremento del 30%, il più alto dal 2022. «Molti americani - ammette - sono preoccupati per il recente aumento dei prezzi della benzina nel nostro Paese», ma la “colpa” è degli «attacchi terroristici folli sferrati dal regime iraniano contro petroliere commerciali e Paesi vicini che non hanno nulla a che vedere con il conflitto».
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La chiusura dello Stretto di Hormuz, assicura, non ha alcun peso. «Gli Stati Uniti non importano quasi petrolio» attraverso quella via «e non ne importeranno nemmeno in futuro. Non ne abbiamo bisogno». Ecco, allora, la stoccata agli alleati della Nato (la «tigre di carta», come l'ha definita mercoledì): «A quei Paesi che non riescono a procurarsi petrolio — molti dei quali si sono rifiutati di partecipare alla decapitazione dell’Iran, costringendoci a farlo da soli — ho un suggerimento. Numero uno: comprate petrolio dagli Stati Uniti d’America; ne abbiamo in abbondanza. Ne abbiamo tantissimo. E numero due: tirate fuori un po’ di coraggio e andate nello Stretto e prendetevelo. Proteggetelo. Usatelo per voi stessi».
Non c'è da preoccuparsi nemmeno per il gas, minimizza il presidente degli Stati Uniti, perché «quando questo conflitto sarà finito, lo Stretto» di Hormuz «si aprirà naturalmente. Riprenderà a fluire e i prezzi del gas torneranno rapidamente a scendere». Il futuro, insomma, potrebbe non essere così male per Trump. «Le discussioni» con l'Iran «sono in corso. Il cambio di regime non era il nostro obiettivo, ma si è verificato a causa della morte di tutti i loro leader originali. Sono tutti morti». I nuovi leader iraniani sono «meno radicali e molto più ragionevoli».
(Unioneonline/D)
