Gli Houthi controllano lo Stretto di Bab el Mandeb: «Il Mar Rosso è nelle nostre mani»
I ribelli yemeniti sono alleati dell’Iran, che ora può esercitare la sua influenza su un’altra rotta fondamentale per il commercio globale, ancor più di HormuzGli Houthi (Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Gli Houthi avanzano lungo il Mar Rosso e aprono di fatto un secondo fronte nella guerra con l'Iran, ampliando il conflitto e aumentando ulteriormente la pressione sui mercati energetici e finanziari globali, con il petrolio che resta oltre i 100 dollari.
Dopo essersi impossessati della strategica città portuale di Mocha, i ribelli yemeniti hanno preso il controllo dell'isola di Perim, all'imboccatura dello stretto di Bab el-Mandeb, una delle rotte mondiali più importanti per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo. La conquista rappresenta un profondo cambiamento negli equilibri di potere nello Yemen, con possibili conseguenze per l'intera regione.
Con questa offensiva, gli Houthi infatti hanno fatto saltare lo status quo lungo la costa, compromesso una tregua che aveva retto in gran parte dal 2022 e creato le condizioni per un'ulteriore consolidamento del loro controllo sul nord del Paese. Ma la loro vittoria è anche una vittoria per l'Iran, di cui sono alleati, perché ora gli ayatollah possono esercitare una coercizione non solo su Hormuz ma pure su Bab el-Mandeb, minacciando entrambi i più importanti "rubinetti" energetici della regione.
Parliamo di una delle aree più strategiche per il commercio internazionale. Attraverso lo Stretto passa circa il 10% del petrolio mondiale e il 12-15% del commercio globale.
Da New Delhi, dove è in corso il vertice Brics, il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha avvisato che le pressioni degli Stati Uniti su Teheran hanno "raggiunto una fase critica e pericolosa". Come a dire che il regime è pronto a tutto per salvarsi.
Riad intanto prova a rispondere, con raid aerei non solo sull'aeroporto ma anche sulla città di Mocha. Ma senza grandi risultati. La coalizione anti-Houthi guidata da Riad non riesce a fermare l'avanzata dei ribelli e Donald Trump è restio a farsi coinvolgere apertamente in un altro fronte di guerra dopo quello iraniano, che lo sta affondando nei sondaggi a un mese e mezzo dalle elezioni di Midterm. Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha telefonato al tycoon almeno due volte giovedì per chiedere assistenza militare americana, ma alla fine Washington ha comunicato a Riad che per il momento non è disposta a intraprendere un'azione militare diretta e che fornirà assistenza nella condivisione di informazioni di intelligence e nell'individuazione degli obiettivi.
(Unioneonline)
