Crans-Montana, 47 morti tra le fiamme: 6 italiani ancora dispersi, 13 in ospedale. Inchiesta per incendio e omicidio colposi
Oltre 100 i feriti dei quali «80 in condizioni gravi». Il rogo partito dalle candele sulle bottiglieDoveva essere una serata di festa per salutare l’arrivo del nuovo anno, si è trasformata in una delle tragedie più gravi degli ultimi anni in Svizzera.
Almeno 47 persone, in gran parte giovani tra i venti e i trent’anni, hanno perso la vita nell’incendio divampato nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio all’interno del bar Le Constellation, nella rinomata località sciistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese. I feriti sono 112, e di questi «80-100 persone sono in condizioni critiche» ha detto il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer. In molti, inoltre, non sono stati ancora identificati.
L’allarme è scattato intorno all’1.30. Secondo quanto riferito dalla polizia cantonale, l’incendio – di origine al momento non ancora accertata – sarebbe partito dal piano sotterraneo del locale, molto affollato per i festeggiamenti di Capodanno.
Le fiamme , partite dalle candele posizionate sulle bottiglie, si sono propagate in pochi istanti con una dinamica di “flashover”, passando rapidamente da un focolaio circoscritto a un rogo generalizzato, favorito dal soffitto in legno e dall’accumulo di calore e gas di combustione.
Le testimonianze raccolte parlano di scene di panico: decine di ragazzi in fuga, costretti a spingersi verso l’unica uscita, una scala stretta, o a rompere le finestre per cercare scampo, mentre altri sono rimasti intrappolati all’interno.
Le operazioni di soccorso hanno mobilitato risorse imponenti: 42 ambulanze, 13 elicotteri e tre colonne di mezzi di emergenza provenienti da tutta la regione.
Le autorità hanno escluso sin da subito l’ipotesi di un attentato terroristico, ma parlano di un tragico incidente.
Tredici cittadini italiani risultano ricoverati in ospedale: cinque con ustioni gravi. Due sedicenni e una donna di 30 anni sono stati trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano, con ustioni estese fino al 30-40% del corpo.
Altri due feriti, in condizioni ancora più critiche, sono rimasti in Svizzera perché non trasportabili. Una ragazza di 16 anni è ricoverata in coma tra Berna e Zurigo. Sei italiani risultano ancora dispersi.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è volato in Svizzera.
La Farnesina ha attivato una unità di crisi nel consolato di Ginevra per fornire assistenza ai connazionali e alle famiglie. Anche la Protezione civile della Valle d’Aosta e le regioni Piemonte e Lombardia hanno dato disponibilità ad accogliere feriti negli ospedali italiani.
La Commissione europea ha intanto attivato il Meccanismo di protezione civile dell’Ue per supportare la Svizzera nella gestione dell’emergenza. È stata aperta un’inchiesta per chiarire le responsabilità e le cause del rogo, sinindaga per omicidio e incendio colposi.
La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha spiegato che l’identificazione delle vittime richiederà tempo, a causa delle gravissime ustioni e dei corpi carbonizzati.
«Sono state mobilitate risorse significative per restituire le vittime alle loro famiglie il più rapidamente possibile», ha dichiarato.
L’intera Confederazione è sotto shock. «È una delle peggiori tragedie che il nostro Paese abbia mai vissuto», ha affermato il presidente svizzero Guy Parmelin, che ha ricevuto messaggi di cordoglio da numerosi leader internazionali, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
(Unioneonline)