Ancora guai al Louvre: perdita d'acqua, sale chiuse (e maxi truffa dei biglietti falsi)
Dopo la clamorosa rapina dello scorso ottobre, non c’è pace per il museo più grande al mondoIl Louvre (Ansa)
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Ancora guai al Louvre, il museo parigino custode di capolavori come la Venere di Milo, la Gioconda di Leonardo da Vinci o Le Nozze di Cana di Paolo Caliari detto il Veronese.
Nella notte tra ieri e oggi, il museo più grande al mondo è stato vittima di una perdita d'acqua, costringendo alla chiusura di diverse sale. A confermarlo, sono i responsabili dei sindacati CGT, Christian Galani,e CFDT, Valérie Baud, dopo indiscrezioni di BFMTV. La perdita, nell'ala Denon, ha richiesto l'intervento dei pompieri. Secondo le fonti, riguarderebbe, tra l'altro, la "sala 707'', che ospita capolavori italiani tra cui il Beato Angelico.
Non solo: dopo la clamorosa rapina dello scorso ottobre, la polizia ha sgominato un'organizzazione che gestiva biglietti e visite turistiche false da diverso tempo, sia nel celebre museo, sia nella Reggia di Versailles. Nove gli arresti, danni alle casse dei due più celebri siti turistici di Francia per un totale di 10 milioni di euro. Tra i fermati nella retata dipendenti del Louvre e almeno una guida turistica. Secondo la procura, tra le persone finite nella retata c'è anche «l'organizzatore della rete» di truffatori.
La spirale di guai che si abbatte sul celebre museo non sembra esaurirsi, dopo la rapina del 19 ottobre scorso, un colpo spettacolare in pieno orario di apertura, con gioielli della Corona rubati per 88 milioni di euro. Il bottino non è stato mai ritrovato nonostante in pochi giorni siano stati rintracciati i 4 esecutori del colpo. La "mente" non è mai stata individuata. Nella retata di martedì, la polizia ha sequestrato oltre 957.000 euro in contanti e 486.000 euro di diversi conti bancari. La truffa andava avanti dal molto tempo, tanto che gli arrestati sono accusati di aver reinvestito parte del bottino «nell'immobiliare, in Francia e a Dubai».
L'inchiesta era scattata nel dicembre 2024, dopo una denuncia presentata dalla direzione del museo che ha fatto allertare gli uffici della lotta contro l'immigrazione irregolare. Infatti, era finita nel mirino dei sorveglianti del museo una coppia di guide turistiche cinesi. A quanto sembra, erano abilissimi nel far entrare al museo interi gruppi di turisti cinesi senza far pagare a nessuno il biglietto. Secondo il procuratore, «le guide riutilizzavano parecchie volte gli stessi biglietti per persone diverse».
Altre guide del museo sono state poi sorprese a truffare «con gli stessi metodi», ha continuato la procura, rivelando che le autorità hanno disposto «sorveglianze speciali» e «intercettazioni» che hanno confermato i sospetti della direzione del museo: i biglietti venivano acquistati una volta e poi riutilizzati a più riprese. Le indagini hanno portato a individuare «complici all'interno del Louvre», ai quali «le guide potevano ricorrere garantendo loro dei contanti mentre loro chiudevano un occhio sui controlli».
Fra gli altri problemi "a grappolo” che sono recentemente emersi al Louvre dopo la rocambolesca rapina di ottobre, gli scioperi ad oltranza dei dipendenti, che chiedono migliori condizioni di lavoro. Il museo è anche oggetto di critiche per la vetustà delle strutture e la scarsità dei bagni a disposizione dei visitatori.
(Unioneonline)
