Il taglio delle accise non basta, è necessario intervenire sull’Iva. Lo sostiene l’associazione dei consumatori Altroconsumo che ha avviato una raccolta firme online che in poco tempo ha raccolto oltre 235mila adesioni. 

«Oggi i conflitti in Medio Oriente stanno facendo salire rapidamente i costi di benzina e gasolio (costi che già il decreto di riforma delle accise di benzina e gasolio non aveva certamente aiutato a calmierare); il rischio è che nelle prossime settimane, questi rincari impattino pesantemente sulle spalle dei consumatori. Il Governo», si legge nel testo della petizione, «ha introdotto misure temporanee per tenere sotto controllo il costo del carburante, come i 25 centesimi di sconto fino al 1° maggio 2026. Pensiamo che non sia sufficiente e chiediamo interventi strutturali: siamo convinti che lavorare sull’Iva ci potrebbe dare risultati immediati e più significativi. In questo momento, quindi, è quantomai importante mettere in atto quello che ormai da anni chiediamo con questa petizione: azzerare l’Iva sui carburanti per ottenere risparmi consistenti sul pieno».

Altroconsumo chiede «che si proceda quanto prima a una manovra strutturale che punti all’azzeramento dell’Iva»

Perché l’azzeramento dell’Iva è la misura più efficace? «Noi riteniamo che sia ormai arrivato il momento di agire direttamente sull’Iva, azzerandola, come abbiamo chiesto già nella nostra lettera al governo. Infatti, essendo l'Iva una percentuale (che con la sua aliquota, attualmente al 22% determina il prezzo finale in modo decisivo), avrebbe un impatto maggiore rispetto agli interventi sulle accise, anche in caso di futuri aumenti dei prezzi dei carburanti e di possibili speculazioni in un mercato già estremamente volatile».

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