Vendono limonata fresca nel cortile di casa per comprare un motorino, denunciati tre ragazzini
Un’usanza che ancora resiste in alcuni paesi, ma la polizia locale è intervenuta e ha fatto smantellare il banchetto dei tre giovani di 13 e 14 anni, che offrivano anche pasticcini e acqua in cambio di un’offerta libera(Ansa)
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Vendevano della limonata fresca e del caffè, volevano raccogliere fondi per acquistare un vecchio motorino, un “Ciao”. E sono stati denunciati.
Un’usanza che ancora resiste in alcuni piccoli paesi: metodo più facile, per i ragazzini, per accumulare risparmi per qualche acquisto. Fuori dalle case, per le strade, fino a pochi decenni fa si vendeva di tutto su banchetti improvvisati o cassette di frutta e verdura vuote e rovesciate. Giornalini d’annata, vecchi vestiti, giocattoli usati, succo d’arancia, limonata appunto, o una torta che la nonna aveva preparato per la famiglia.
Usanza che ora è diventata passibile di un’azione di polizia. Tre adolescenti di Pradamano, paese alle porte di Udine, tutti di 13 e 14 anni, sono stati ammoniti dalla polizia locale per aver allestito un banchetto di limonata fresca e caffè senza le necessarie autorizzazioni. I giovani avevano l'obiettivo di raccogliere fondi per l'acquisto di un vecchio motorino, modello "Ciao".
L'intervento è scattato a seguito di una denuncia formale presentata da un cittadino, come riporta il Messaggero Veneto. Il banchetto, allestito nel cortile di una delle loro abitazioni, vicino alla piazza del paese, offriva anche pasticcini e acqua in cambio di un'offerta libera. Inizialmente l'iniziativa era stata elogiata sui social network, anche da alcuni ex amministratori locali, che avevano invitato a sostenere i ragazzi per il loro spirito d'intraprendenza.
Poi l’amaro epilogo, contro cui ha preso posizione anche Confcommercio Udine: «Quello che hanno fatto questi adolescenti è esattamente lo spirito che dovremmo cercare di trasmettere ai nostri giovani: avere un'idea, parlarne con i genitori, rimboccarsi le maniche e cercare di realizzarla con le proprie forze», ha affermato il presidente dell’associazione Giovanni Da Pozzo.
Il presidente ha espresso l'auspicio che i ragazzi possano un giorno diventare imprenditori, magari nel settore del commercio e dell'ospitalità. Da Pozzo ha anche criticato l'intervento dell'autorità: «La storia dimostra che la burocrazia può presentarsi molto presto nella vita di una persona». Ha inoltre sollevato il quesito sulla severità applicata in questo caso rispetto ad altre forme di abusivismo commerciale spesso non contrastate.
(Unioneonline)
