Ormai siamo al conto alla rovescia. Il Dpcm che dovrà regolare le nostre abitudini durante le vacanze natalizie è imminente, dovrà essere approvato entro domani. Questa sera il documento viene inviato alle Regioni, domani nel pomeriggio la firma del premier Conte.

In mezzo ad alcuni dubbi, ci sono tante certezze.

"IL DPCM PIU' LUNGO" - "Ore decisive - sottolinea Boccia - questo Dpcm probabilmente sarà il più lungo per durata della storia recente. Parte il 4 dicembre, c'è un dibattito alle Camere e non è corretto anticipare le conclusioni, ma andrà sicuramente oltre l'Epifania, se un giorno dopo o una settimana dopo si stabilirà nel dibattito".

"Dicembre - continua Boccia - deve essere il mese che ci fa mettere in sicurezza il Paese senza fare un lockdown nazionale. Di qui a 15 giorni tutta l'Italia o gran parte sarà gialla, ma pensiamo a restrizioni puntuali per il periodo delle feste che non ci facciano allentare i nostri comportamenti".

Poi, il 7 gennaio, "il Paese ripartirà, incrociando una grande campagna di vaccini".

"Per stabilizzare i risultati c'è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi una cura di mantenimento", dichiara Speranza in Senato. "L'obiettivo del governo è piegare la curva senza un lockdown generalizzato, e l'esperienza di queste settimane ci dice che la scelta di un modello su gradi di rischio appare essere in grado di appiattire la curva del contagio".

RESTANO I TRE COLORI - Sarà dunque riconfermato l'impianto a tre colori, "che ha creato le condizioni per mettere sotto controllo l'epidemia", così come il coprifuoco e la chiusura di bar e ristoranti alle 18 in tutta Italia. Le regole, insomma, non dovrebbero cambiare più di tanto.

DIVIETI RAFFORZATI DAL 21 - Almeno fino al 21 dicembre. Da allora infatti si entra nel pieno delle festività e l'Italia - come ha detto Boccia - potrebbe essere tutta o quasi zona gialla. In quel momento dovrebbe intervenire lo stop agli spostamenti tra le Regioni, anche gialle. Saranno vietati anche gli spostamenti nelle seconde case.

Lo ha confermato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa: "Ci sarà il divieto di spostamento tra le regioni, salvo ragioni di necessità come assistere un genitore solo, che richiederanno l'autocertificazione".

Quanto durerà? Per tutte le feste sicuramente: la linea dura di Speranza vorrebbe farlo valere anche per una o due settimane oltre il 6 gennaio, in modo da capire gli effetti del Natale prima delle riaperture, i fautori della linea morbida vorrebbero far ripartire il Paese il 7 gennaio. Ci saranno deroghe? Ricongiungimenti familiari, fidanzati, anziani soli. Anche su questo punto è tutto da vedere, ancora in atto lo scontro tra i fautori della linea dura e quelli della linea morbida.

NATALE E CAPODANNO, COMUNI BLINDATI - Norme ancora più dure nei giorni clou: "Il 25, il 26 e il primo gennaio dobbiamo anche limitare gli spostamenti tra comuni", ha affermato Speranza in Parlamento, parlando di "limitazioni rafforzate" nei giorni di festa. In quei giorni il ministro vorrebbe anche chiudere del tutto i ristoranti, ma Faraone di Italia Viva ha annunciato che resteranno aperti: "Abbiamo ottenuto che i ristoranti saranno aperti a pranzo il 25 e 26 dicembre, a Capodanno e per l'Epifania. Nel nuovo dpcm non saranno previste queste chiusure: come Italia viva, ci siamo opposti sin dall'inizio, così come stiamo continuando a discutere sulla questione dei ricongiungimenti famigliari e degli spostamenti tra Comuni che devono essere consentiti"

Sulle riunioni familiari si va verso una raccomandazione e non un obbligo, da capire se il coprifuoco alle 22 implicherà un divieto di trascorrere la notte di Natale o Capodanno tra non conviventi o se ci saranno deroghe. La messa di Natale inizierà alle 20. Di questo Speranza non ha parlato.

SCUOLA - Il ministro ha invece parlato di scuola: "Abbiamo scelto di mantenere le lezioni in presenza anche nelle zone rosse, per le classi delle elementari e fino alla prima media: questa scelta sarà mantenuta anche nel nuovo Dpcm. In molte Regioni stanno ripartendo anche le classi seconda e terza media", con lo spostamento in fascia arancione e gialla. "Obiettivo del governo è di riportare in aule anche gli studenti delle superiori", ma è difficile che ciò avvenga prima delle feste.

"Le misure stanno funzionando e l'auspicio è che le prime tendenze anche in termini di occupazioni di posti letto ospedalieri possano darci ulteriori elementi nei prossimi giorni che vadano verso la riduzione del contagio. Ma se stiamo andando nella direzione giusta, l'altra verità è che c'è ancora una situazione moto complicata nel Paese, perchè contagi e decessi sono ancora elevati, così come la pressione sui posti letto. Oggi abbiamo 320 casi ogni 100mila abitanti, un dato alto, la cifra per riportare sotto controllo la curva è 50 casi per 100mila", ha detto inoltre Speranza.

(Unioneonline/L)
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