Meloni in Val Susa: «Dai No Tav violenza organizzata, la magistratura faccia il massimo»
La premier e il ministro Piantedosi nel cantiere devastato dai contestatori dell’Alta Velocità. Schlein: «Vicinanza agli agenti»La premier in Val Susa (Ansa)
«Centoventi operatori delle forze dell'ordine sono rimasti feriti negli scontri di sabato scorso contro l'infrastruttura dell'Alta velocità Torino-Lione. Uno scenario che si vede molto bene qui dietro, non è la scena di una guerra, è la scena di una presunta contestazione. Ma questo non è dissenso, questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata». Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video registrato durante la sua visita al cantiere della Tav in Val di Susa.
La premier è volata nel cantiere devastato durante gli scontri fra No Tav e forze dell’ordine assieme al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
«Noi – ha affermato Meloni - faremo tutto quello che possiamo per assicurare queste persone alla giustizia e chiediamo anche a chi ne è responsabile, alla magistratura, a tutti gli inquirenti, di fare il massimo del lavoro perché uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere».
Sugli scontri – che hanno causato oltre cento feriti tra gli agenti e danni per un milione di euro – è intervenuta anche la segretaria del Pd Elly Schlein: «Abbiamo visto violenze inaccettabili, gravi, che non si giustificano mai, noi condanniamo la violenza senza se e senza ma. Violenze che hanno colpito molti agenti, a cui il Pd ha dato solidarietà e vicinanza. Abbiamo sempre condannato ogni forma di violenza, senza esitazioni e senza tentennamenti», ha detto la leader dem.
Un attacco che Telt ha definito «il peggiore che abbiamo subito sui nostri cantieri dal 2011 ad oggi, quindi è stata una giornata molto brutta e abbiamo avuto dei danni importanti». Così il direttore generale Massimo Bufalini, al termine del sopralluogo nel cantiere del Tav di Chiomonte.
E i No Tav ripetono: «Siamo tutti responsabili». «Il racconto della maggior parte dei giornali e dei telegiornali è stato il solito dai tempi del primo G7, da Genova o anche da prima, cioè 'ci sono i valligiani che volevano manifestare tranquillamente, poi arrivano i black bloc' – ha detto nel corso di una conferenza stampa indetta dal movimento No Tav a Venaus Guido Fissore, storico attivista, oltre gli 80 anni -. Questa divisione è assolutamente falsa: se voi aveste visto il corteo che partiva di qua, sapreste che sono andati su in migliaia verso Chiomonte, quindi quello che è successo là l'abbiamo fatto tutti, siamo tutti responsabili».
(Unioneonline)