Hanno negato di aver pagato le ragazze con cui trascorrevano le serate nei locali di lusso milanesi. E hanno ripetuto che le giovani che frequentavano durante le nottate "scintillanti" avevano piacere di stare in loro compagnia, di frequentarli. È questo il senso delle testimonianze rese tra ieri e oggi da Daniel Maldini, attaccante dell'Atalanta e figlio dello storico capitano rossonero, Kevin Bonifazi, difensore del Bologna, e Riccardo Calafiori, difensore dell'Arsenal e della Nazionale italiana.

Convocati come testimoni dalla Procura di Milano, i loro racconti non hanno portato alcuna novità al quadro già emerso nell'indagine su un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione con al centro un'agenzia di organizzazione eventi di Cinisello Balsamo che offriva un pacchetto "all inclusive" a persone facoltose, in particolare calciatori di Serie A, disposte a pagare cifre anche rilevanti per cena e dopocena con ragazze. Nell'inchiesta, coordinata dalla pm Rosaria Stagnaro e dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, è spuntato però un nome di peso: quello di Alessandro Bastoni, difensore dell'Inter e della Nazionale, che, come emerge dagli atti del fascicolo, nel 2020 avrebbe avuto contatti con una ragazza di 17 anni e 8 mesi.

Nei giorni scorsi Bastoni ha ricevuto un invito a comparire per prostituzione minorile. Ma al faccia a faccia di stamani non si è presentato: attraverso il suo legale, Salvatore Scuto, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Dopo il primo giro di audizioni, intanto, le due pm dovrebbero fare il punto dell'indagine per poi decidere come andare avanti, magari sentendo anche altri calciatori. Rilevanti, per stabilire come procedere, saranno anche le chat contenute nei cellulari sequestrati alle persone arrestate lo scorso aprile, agli indagati e anche quelle consegnate dalle presunte escort.

Tra i telefoni e i supporti informatici da passare ai raggi X, oltre a quelli di coloro che erano operativi nella ricerca di clienti a cui proporre questi speciali happening, ci sono pure quelli di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita, geometra lui e laureata in Economia lei: sarebbero i «promotori e dominus» di una sorta di sistema che ruotava attorno alla Ma.De Milano e a un «centinaio di ragazze» giovanissime, italiane e straniere, alcune «disponibili anche come escort». I militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria stanno procedendo con l'analisi delle chat, i cui esiti potranno fornire spunti per le prossime mosse investigative. Finora l'unico giocatore iscritto nel registro degli indagati è Bastoni: i messaggi WhatsApp scambiati con uno dei tuttofare della società, in vari passaggi, non avrebbero altra interpretazione se non quella ipotizzata dagli inquirenti e dagli investigatori: parlano di una «minorenne» con cui avrebbe avuto una relazione che lei, a verbale, ha negato.

(Unioneonline)

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