25 aprile: colpi di pistola a Roma contro due iscritti all'Anpi, a Milano insulti choc contro la Brigata Ebraica
Momenti di paura durante i cortei per la Festa della Liberazione: ferita la coppia, colpita da spari ad aria compressa esplosi da un uomo in scooter con casco integralePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Due iscritti all’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), con il fazzoletto partigiano al collo, sono stati aggrediti a Roma mentre cercavano un bar in via delle Sette Chiese, a poca distanza dalla piazza dove si svolgeva la manifestazione per la Festa della Liberazione.
Secondo una prima ricostruzione, un uomo a bordo di uno scooter, con casco integrale e giubbotto di colore militare, si è fermato all’improvviso, ha estratto una pistola ad aria compressa e ha sparato contro la coppia. I due, marito e moglie, sono stati colpiti rispettivamente al collo e alla guancia lui, alla spalla lei. Entrambi hanno riportato ferite con perdita di sangue. Nessuno dei due è grave, hanno poi spiegato dall'Anpi. Si stanno sottoponendo alle medicazioni e «stanno bene». Ma, aggiungono, «quello che è successo è una cosa gravissima».
Tensioni anche a Milano durante il corteo del 25 aprile. «Uno ci ha detto: “siete solo saponette mancate”», ha riferito l’esponente del Partito Democratico Emanuele Fiano, parlando delle contestazioni rivolte alla Brigata ebraica da alcuni manifestanti pro Palestina. Fischi e insulti si sono concentrati nello spezzone dove era presente anche Luciano Belli Paci, sotto la protezione di un ampio schieramento di forze dell’ordine.
«I tempi sono questi. Avevo già espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione», ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala, arrivando con la testa del corteo in piazza Duomo. «Non c’è molto da stupirsi, sinceramente me l’aspettavo. È anche una questione organizzativa su cui però non posso commentare». Il sindaco ha poi sottolineato il clima sempre più acceso: «Sono state urlate frasi come “meritate di essere saponette”. Spiace, perché il 25 aprile è un momento importantissimo. Forse dovremmo smettere di chiamarla festa: è un’occasione di riflessione, di impegno e di responsabilità. Ma tutto questo si sta, in parte, perdendo».
(Unioneonline)
