Targa in onore al finanziere Cabitta: Porto Torres ne custodisce il ricordo
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“Al finanziere Salvatore Cabitta, vittima di un vile attentato terroristico separatista. La Guardia di Finanza e la comunità di Porto Torres ne custodiscono il ricordo, esempio eterno di spirito di servizio”. Parole impresse sulla targa scoperchiata questa mattina, in via vicolo Cabitta, in occasione della cerimonia del 60° anniversario dalla morte di Salvatore Cabitta, il finanziere vittima del terrorismo altoatesino, ucciso la sera del 24 luglio del 1966. Questa mattina la celebrazione della messa alle ore 10, presso la chiesa di Cristo Risorto, presieduta dal Capellano della guardia di finanza, don Valter Cabula e concelebrata dal parroco don Michele Murgia alla presenza delle autorità militari del Corpo delle fiamme gialle, con il comandante della tenenza di Porto Torres, Pierluca Rombini e il comandante provinciale delle Fiamme gialle di Sassari, Marco Sebastiani, insieme ai familiari e alla sorella Silvana Cabitta. Alla cerimonia era presente anche il sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas. Il momento commemorativo è proseguito al cimitero di Balai, dove è stata deposta una corona di fiori sulla tomba dell’agente di finanza, seguito da alcune letture da parte del comandante Rombini. Momenti di particolare commozione sono stati vissuti in vicolo Cabitta quando è stata svelata la targa nel ricordo del militare eroe che naque a Porto Torres il 10 giugno 1941. Cabitta si arruolò nella Guardia di Finanza il 1º marzo 1962, frequentando la Scuola nautica di Gaeta. Prestò servizio in diversi reparti, tra cui Roma e Viterbo, prima di essere destinato alla Brigata di frontiera di Casamazzagno (Belluno) nel 1964. Successivamente fu trasferito alla Compagnia di San Candido, Brigata di San Martino in Casies, con compiti di vigilanza e controllo alla frontiera. La sera del 24 luglio 1966, intorno alle 23.30, mentre era in libera uscita con due colleghi, venne sorpreso da terroristi nascosti dietro uno steccato nei pressi di un bar. Cabitta fu colpito mortalmente e morì sul posto. Il collega Giuseppe D’Ignoti rimase gravemente ferito e morì pochi giorni dopo, mentre un terzo militare riportò ferite non letali. Salvatore Cabitta fu dichiarato ufficialmente vittima del terrorismo e insignito della Medaglia d’oro al merito civile alla memoria e Medaglia d’oro per le vittime del terrorismo alla memoria.
