Sassari: «Servono volontari per aiutare le persone con disabilità»
L’appello dell’associazione La SorgentePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Servono volontari». A lanciare l’appello, a Sassari, è Gavino Manunta, coordinatore dell’associazione La Sorgente, odv che, dal 1991, offre sostegno alle persone con disabilità.
«Prima di tutto dando amicizia», ha affermato il 76enne in occasione ieri di «Onda Azzurra», iniziativa di corsa non competitiva e di camminata solidale proprio insieme ai disabili da piazza Castello a piazza Marconi e ritorno. «La facciamo perché non deve calare l’attenzione sulla disabilità che, talvolta, viene a calare». Anche perché, appunto, manca chi presta la propria opera di aiuto. «Noi siamo una 30ina e non abbiamo orari. Interveniamo, se c’è bisogno, anche durante le festività», spiega Gavino. Ricordando come tutto questo sia «gratis et amor dei e che non si generano soldi». Concetto non sempre compreso.
«Mi è capitato di chiedere a un giovane di darci una mano e di sentirmi rispondere quanto soldi avrebbe preso». Questa solidarietà sta man mano perdendo coloro che contribuiscono, anche perché è difficile conciliarla con il lavoro. Eppure è parte fondante di ogni società, pure di Sassari. «Questa città - ha ricordato il presidente de La Sorgente, Giovanni Guido, prima della partenza dei partecipanti - è nata sul volontariato e, tuttora, ne è un nervo essenziale». Sostenuta, in parte, dalle istituzioni. «Sono fondamentali - così l’assessora comunale ai Servizi sociali Tania Decortes - per attivare l’inclusione sociale a favore delle persone fragili». L’impegno altruistico è una missione però non facile.
«Portiamo le persone con disabilità in sede, oppure al mare, dove trascorrono la giornata e abbiamo allestito camminamenti e gazebo. Ci rechiamo anche nelle case di riposo. Li facciamo vivere». A essere sostenuti dall’associazione ci sono uomini e donne dai 20 ai 100 anni mentre ciò che tiene in piedi La Sorgente è l’autofinanziamento, il 5 x 1000, e i vari progetti, tra cui quello del teatro. «Curiamo la parte empatica e sociale», rimarca Manunta che ha iniziato la sua lunga strada nel volontariato, appena 21enne e in modo graduale, dopo la morte del fratello. Un cammino che sa di vocazione, come quello degli altri soci, in cerca di volontari per continuare a essere un supporto e un amico per le persone più fragili.
