Sassari, bambini “troppo digitali”: a un anno il 75% usa lo smartphone fino a un'ora al giorno
I dati dell’indagine coordinata dalla Cooperativa sociale San Camillo de LellisPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una vita digitale troppo precoce per i bambini dai 0 ai 6 anni a Sassari. È quanto emerge, in linea con il trend nazionale, dai dati di “SmartKids- Crescere connessi al mondo”, campagna di prevenzione e cittadinanza attiva.
Ieri, nell’Aula Magna dell’ateneo turritano, sono stati illustrati gli esiti del questionario locale sulle abitudini digitali, “Verso il patto educativo-digitale 0-6”, frutto di un lavoro coordinato dalla Cooperativa sociale San Camillo de Lellis, che ha visto le partnership del Comune di Sassari, con il settore delle Politiche educative, dell’Asl Sassari, il patrocinio dell’università e il contributo della Fondazione di Sardegna. A coordinare i lavori Paola Appeddu, presidente della cooperativa.
Sono state 1017, di cui l’81% mamme, le persone consultate attraverso le compilazioni sui comportamenti digitali dei propri figli .
Nelle cifre, esposte dall’insegnante Carla Moretti, emerge che nelle case è presente nel 99% dei casi una tv, nel 93,8 uno smartphone e, da evidenziare, nel quasi 40% uno speaker come Alexa, con cui i piccoli tendono a confrontarsi con sempre maggiore frequenza. I bambini sotto i 12 mesi usano questi strumenti per il 38% del tempo per meno di mezz’ora ma, man mano che si cresce, il tempo di esposizione aumenta. Dagli uno/due anni il 76% li utilizza per più di mezz’ora, dai tre-quattro anni si supera l’ora nel 28% dei casi, 33% invece dai 5 ai 6 anni. Avviene di sera l’esposizione digitale maggiore- 54,1%- con finalità di intrattenimento, 74,7%, o per permettere all’adulto di fare altro, 38,7%.
Preoccupano le reazioni dei bambini nel momento del distacco dai devices: il 20% manifesta crisi di rabbia e pianto, il 6,4% ha il sonno agitato, il 34,2% riduce il gioco attivo.
Un quadro preoccupante, anche perché come trapela dalle percentuali, sempre più adulti hanno difficoltà ad applicare delle regole in quest’ambito. Il 32% dichiara infatti di cedere a compromessi “nelle zone critiche”, come pasti e stanchezza serale (54%), lasciando utilizzare gli smartphone e gli altri strumenti.
Nel corso dell’incontro di ieri sono intervenuti i due ispiratori dell’iniziativa, Alberto Pellai e Silvia Iaccarino, rispettivamente psicoterapeuta e psicomotricista. Entrambi hanno lanciato l’allarme sull’esposizione digitale. «Abbiamo gli adolescenti con i peggiori indicatori di salute mentale degli ultimi 50 anni», ha dichiarato il primo. Questi ha poi ricordato l’importanza di una riabilitazione «per far riacquistare ai giovanissimi il principio di realtà».
Iaccarino ha raccontato anche come il tempo passato davanti agli schermi stia compromettendo lo sviluppo psico-fisico e cognitivo dei bambini. Alla fine dell’incontro centinaia di persone hanno firmato il Patto educativo digitale.
