Riaprire il carcere all’Asinara? Fns Cisl: «Non spostiamo l'emergenza penitenziaria sull'isola»
Per il sindacato la proposta «non rappresenta una risposta efficace alle difficoltà che attraversano oggi gli istituti»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«La riapertura del carcere dell'Asinara non rappresenta una risposta efficace alle difficoltà che attraversano oggi gli istituti penitenziari, e il trasferimento in strutture isolate dei detenuti ritenuti più problematici non rappresenta una soluzione ai fenomeni complessi come aggressioni, danneggiamenti, disordini e tensioni sempre più frequenti.» Lo sostiene la Fns Cisl Sardegna, a seguito della proposta rilanciata dal Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria che, attraverso il suo segretario generale, Donato Capece, ha avanzato l'idea di trovare una soluzione al problema dei detenuti responsabili di aggressioni.
«Non chiediamo carceri più punitive, ma strutture carcerarie che funzionino, nelle quali sicurezza e trattamento non vengano considerati obiettivi contrapposti - prosegue il sindacato – perché esistono detenuti particolarmente violenti e di difficile gestione e il sistema deve essere in grado di garantire un'adeguata differenziazione dei circuiti e delle modalità detentive». Un sistema che, secondo Fns Cisl Sardegna, non può tradursi nella creazione di luoghi nei quali concentrare il disagio e affidarne ancora una volta la gestione quasi esclusivamente alla Polizia penitenziaria. Agenti chiamati a fronteggiare quotidianamente situazioni che derivano anche da problematiche psichiatriche, dipendenze, disagio sociale e dall'assenza di percorsi trattamentali sufficientemente strutturati. Questioni alle quali non può essere fornita una risposta esclusivamente attraverso gli strumenti della sicurezza. «Per questo occorre investire certamente negli organici, nella formazione, negli strumenti e nella tutela della Polizia Penitenziaria, - sottolinea il sindacato della Federazione nazionale sicurezza della Cisl - ma contemporaneamente rafforzare in maniera significativa educatori, assistenti sociali, psicologi, personale sanitario e psichiatrico e tutte le professionalità che devono accompagnare la persona durante il percorso detentivo. Allo stesso tempo, occorre potenziare la capacità del sistema sanitario nel dare risposte adeguate alle persone con gravi problematiche psichiatriche, anche attraverso una disponibilità di posti nelle Rems realmente rispondente alle necessità del territorio, affinché il carcere non finisca per supplire a carenze che appartengono al sistema della salute mentale».
L'Asinara è divenuta Parco nazionale nel 1997. «Pensare oggi di riaprirne il carcere come risposta alle difficoltà del sistema significherebbe, a nostro avviso,guardare al passato anziché costruire una politica penitenziaria capace di affrontare il presente». La Fns Cisl Sardegna chiede quindi una scelta diversa: «Non spostare i problemi su un'isola, ma affrontarli dentro il sistema penitenziario, restituendo alla Polizia Penitenziaria sicurezza, dignità e condizioni di lavoro adeguate e al carcere la capacità di svolgere realmente la funzione che la Costituzione gli assegna».
