Affollato incontro questo pomeriggio nella sede di Confcommercio Nord Sardegna dal titolo "Cultura Cresce: il valore economico e sociale delle imprese culturali e creative". L'evento ha trasformato la sede sassarese dell'associazione nel fulcro di un dibattito necessario: come trasformare il patrimonio identitario dell'isola in un'industria solida, capace di generare non solo bellezza, ma ricchezza e coesione sociale.

Più che una semplice celebrazione della cultura, la giornata ha segnato un passo decisivo verso la sua definizione come vero e proprio settore produttivo strategico. L'incontro ha messo al centro la necessità di quantificare l'impatto economico delle industrie creative sul PIL locale, trasformando il valore della creatività in dati tangibili di crescita per tutto il Nord Sardegna.

Questo percorso richiede una sinergia operativa tra le diverse realtà del territorio, capace di creare una rete istituzionale solida che metta a sistema risorse e competenze politiche ed economiche. In questa visione integrata, la cultura smette di essere un elemento isolato per diventare un potente motore di coesione: attraverso il coinvolgimento attivo del Terzo Settore, la produzione culturale si traduce in benessere sociale e riscatto territoriale, consolidandosi come pilastro fondamentale per lo sviluppo della comunità.

L'apertura dei lavori è stata affidata al presidente di Confcommercio nord Sardegna Sebastiano Casu, al sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, a Giulia Favero direttrice Cultura Impresa Italia.

Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia, ha offerto un quadro nazionale, ricordando come il comparto creativo sia uno dei segmenti più resilienti dell'economia italiana. Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna e Stefano Visconti, presidente della Camera di Commercio del nord Sardegna hanno invece tracciato la rotta per gli investimenti, evidenziando le opportunità di finanziamento e i bandi destinati a chi fa impresa culturale nel nord dell'isola.

Particolarmente profondo il contributo di Padre Salvatore Morittu, che ha ricordato come la cultura sia, prima di tutto, uno strumento di dignità umana e inclusione sociale. Interessanti e di prospetto anche gli interventi del rettore Gavino Mariotti e de professor Antonello Mattone. Nel corso del suo intervento, Leonardo Marras, coordinatore di Impresa Cultura Nord Sardegna, ha tracciato la linea operativa per il futuro prossimo del comparto, dichiarando:"Dobbiamo smettere di guardare alla cultura come a un capitolo di spesa o a un semplice retaggio del passato e iniziare a trattarla come un'infrastruttura strategica. Il Nord Sardegna ha le competenze e l'anima per trasformare la creatività in un moltiplicatore economico reale: la nostra missione è dare a questi talenti gli strumenti imprenditoriali per restare, crescere e generare valore sul territorio."

L'evento si è concluso con un momento di musica con i Fantafolk (al secolo Andrea Pisu e Vanni Masala), di networking, fondamentale per abbattere le barriere tra pubblico e privato. Il messaggio uscito da Sassari è chiaro: la cultura "cresce" solo se supportata da una visione manageriale e da una rete solida. Non è più tempo di interventi a pioggia, ma di strategie di sistema

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