Elezione del rettore di Sassari, tra Chessa e Morandi in ballo 194 voti
La sensazione è di una sfida aperta fino all’ultimo per i due contendentiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ancora un giorno all’elezione del nuovo rettore dell’università di Sassari. Si terra domani il ballottaggio tra Omar Chessa e Francesco Morandi, rispettivamente ordinario di Diritto Costituzionale e di Diritto del Turismo e Navigazione. I due docenti sono i superstiti della seconda votazione, tenutasi lo scorso mercoledì, che ha visto uscire, come terzo classificato Sergio Uzzau, ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica, che aveva ottenuto 194 preferenze. Proprio queste saranno dirimenti nel dare la guida accademica all’ateneo turritano. Smentita l’ipotesi di un accordo tra Chessa e lo stesso Uzzau per dirottare la provvista verso il primo, l’attenzione, negli ultimi giorni, si è spostata verso quanto scritto dal medico in una lettera inviata al corpo accademico.
In questa indica i temi, riporta, «che ritengo essenziali e sui quali auspico possano essere assunti impegni chiari prima del voto». Nello specifico si chiede «netta discontinuità» e «piena autonomia rispetto al rettore uscente», di assicurare «un riesame trasparente» del nuovo Dipartimento di Olbia oltre alla nascita di «una squadra di Prorettori di riconosciuto profilo scientifico e istituzionale».
Infine le istanze sono per «un nuovo patto con il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario» e per un direttore generale da scegliere tra chi ha «esperienza dirigenziale nelle università italiane».
Tutti punti avallati da Omar Chessa che, a sua volta, in una lettera scrive: «Sono largamente coerenti con le linee che ho sostenuto in questi mesi». Tutto questo, riferiscono i bene informati, non significano in automatico un travaso di voti a quest’ultimo anche perché, sembrerebbe, alcuni Dipartimenti non esprimerebbe una posizione unitaria per l’uno o l’altro candidato. «E la possibilità di tante schede bianche è alta, fatto che sarebbe un segnale non secondario. Così come una vittoria con poco margine, indicatore di un’università divisa», è la considerazione di chi vive l’Ateneo.
Intanto Morandi, in una comunicazione inviata al personale tecnico-amministrativo, oltre a invocare anche lui un dg dall’esperienza nel campo universitario, invoca collegialità: «Le scelte che riguardano il nostro Ateneo devono essere condivise, discusse e costruite insieme». Riferisce lo stesso concetto anche Chessa: «Il prossimo Rettore dovrà unire l’Ateneo, non dividerlo tra vincitori e sconfitti».
La sensazione è di una sfida aperta fino all’ultimo per i due contendenti e, stavolta, vincerà colui che avrà ricevuto più voti. In caso di pareggio, eventualità improbabile, le urne verranno riaperte il 30 settembre.
