A Bancali detenuto sorpreso con un cellulare, il sospetto: «Lanciato da un drone»
Di recente è stato individuato un apparecchio che sorvolava la strutturaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Cellulari in carcere e droni sopra Bancali. A denunciarlo è il sindacato di polizia penitenziaria Sinappe, e il suo segretario nazionale Giacomo Mascia, che riferisce del ritrovamento, nella giornata di ieri, di un piccolo telefono, con due caricabatterie.
Li aveva un detenuto, perquisito nell’occasione dagli agenti, e che stava lavorando alle pulizie nell’intercinta. Secondo quanto riferito dall’associazione di categoria in un comunicato, l’uomo «potrebbe aver recuperato il materiale nell’area esterna del penitenziario. Non si esclude che il micro cellulare e gli accessori siano stati lasciati cadere all’interno del perimetro da un drone, nell'ambito di un tentativo di introdurre dispositivi non consentiti nella struttura».
La Casa Circondariale, informa il Sinappe, si è dotata di un nuovo dispositivo di rilevamento e sicurezza che, di recente, ha permesso di intercettare un drone che sorvolava l’area della struttura. Il segretario ricorda poi l’applicazione, in altri istituti, di tecnologie di ultima generazione in grado di contrastare l’uso illecito dei telefoni cellulari all’interno delle carceri.
«È infatti partita con successo presso la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano la sperimentazione di un nuovo sistema di inibizione dei segnali telefonici (Jammer), finalizzato al blocco della ricezione e della trasmissione dei dati da parte dei dispositivi illeciti presenti all’interno della struttura», viene spiegato.
Nei giorni scorsi il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni ha annunciato l’intento di estendere questa misura anche agli altri istituti penitenziari. La richiesta del Sinappe è di far adottare la tecnologia pure a Bancali e nelle altre strutture isolane. «Quello della sicurezza resta un tema prioritario. Episodi di questo tipo dimostrano la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione e di continuare a rafforzare sia i controlli che le dotazioni tecnologiche all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari. In questa direzione, riteniamo fondamentale che le nuove tecnologie di inibizione dei segnali possano essere estese rapidamente agli istituti che presentano maggiori criticità, compreso Sassari-Bancali», rimarca Mascia.
Intanto il sindacato informa che, due giorni fa, un detenuto ha aggredito alcuni agenti di Polizia Penitenziaria, tre dei quali sono stati portati al pronto soccorso. «Il personale di Polizia Penitenziaria- conclude la nota- continua a dimostrare quotidianamente, con grande spirito di abnegazione e professionalità, che lo Stato c'è».
