Monumenti aperti a Settimo San Pietro: visitabili dieci siti
Il programma per il 9 e 10 maggioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Anche quest'anno Settimo San Pietro sarà uno dei Comuni sardi che ospiterà l'evento "Monument aperti". Succede dal 2008. Il nuovo appuntamento è per il 9 e domenica 10 maggio. Dieci i siti che potranno essere visitati con la collaborazione delle scuole, Pro Loco, Gruppo Folk Nuraghe e OdV Protezione Civile Settimo San Pietro.
«Anche in occasione di questa edizione, grazie alla collaudata collaborazione con l’Istituto Comprensivo e con le associazioni locali- dice il sindaco Gigi Puddu- i siti e i monumenti più importanti presenti nel nostro territorio, saranno aperti al pubblico e potranno essere visitati. Visitabile anche l’Antico Molino Mascia: uno straordinario monumento che, con i suoi macchinari e la macina a pietra, rappresenta la storia e la tradizione profondamente legata alla coltivazione del grano e alla panificazione>.
Come si legge in una nota dell'organizzazione, <Caposaldo del territorio è il Pozzo sacro: unico nel suo genere, si trova sulla collina di Cuccuru Nuraxi e fu realizzato verso la fine dell’età del Bronzo. A renderlo originale è la collocazione a un’altezza molto superiore rispetto alla falda acquifera, ma anche il fatto che la scalinata di accesso non termina direttamente sul pozzo, ma immette in una tholos ipogeica. Ai piedi di Cuccuru Nuraxi sarà possibile visitare il Centro di sperimentazione didattica e divulgativa Arca del tempo (via Alagon 36). La particolare struttura consente un emozionante viaggio virtuale lungo il tempo, dalla Preistoria ai giorni nostri, attraverso ricostruzioni di paesaggi e monumenti riguardanti non solo il territorio di Settimo San Pietro ma tutta l’area vasta di Cagliari. Sarà possibile ammirare inoltre la collezione di reperti archeologici Carlo Desogus inaugurata tre anni fa proprio in occasione di Monumenti Aperti. Settimo San Pietro sfodera inoltre tutte e tre le chiese presenti sul territorio: l’unica nel centro abitato è la Parrocchiale di San Pietro Apostolo (via Moro 41), un bell’esempio di architettura gotica di importazione iberico-catalana con rimaneggiamenti di epoche diverse. La consacrazione dell'altare maggiore risale al 1° luglio 1442 ed è quindi, insieme alla chiesa di San Giacomo in Cagliari, tra i più antichi edifici catalani. Inoltre vanta il campanile più alto di tutto il Campidano. Saranno visitabili anche le due chiese campestri: la Chiesa di San Giovanni (via della Scienza), di impianto romanico, che costituisce il fulcro di un'estesa area archeologica ricca di testimonianze di età antica, e la Chiesa di San Pietro in Vincoli (via Bia ‘e Monti), edificata dai monaci Vittorini di Marsiglia nel XIII secolo, in stile romanico e ricostruita successivamente in forme gotiche. Nei pressi di quest’ultima, è presente la Domus de Janas S’acua de is dolus, una delle più antiche testimonianze archeologiche note nel territorio di Settimo San Pietro. A causa di infiltrazioni d’acqua piovana e provenienti da una sorgente sotterranea, probabilmente fin dall’antichità, si rese necessario scavare davanti all’ingresso un piccolo canale per far defluire l’acqua all’esterno. La tradizione popolare racconta che quest’acqua, oltre a essere potabile, avesse proprietà miracolose in grado di sanare tutti i dolori: da qui il nome S’acua de is dolus, ossia “l’acqua che lenisce i dolori”.
«Per uno sguardo all’architettura urbana e domestica, due le abitazioni in mostra per Monumenti Aperti: Casa Baldussi (via Garibaldi 25), tipica casa campidanese, a corte, attualmente abitata e divisa in due parti per motivi ereditari ma poi stata riunita e recuperata mantenendo le caratteristiche architettoniche originali, riutilizzando materiali da costruzione tradizionali o da bioedilizia; Casa Dessy (via Gramsci 79), casa padronale appartenuta (e ora di proprietà del Comune), la cui costruzione risale per la parte esterna al 1905-1906, mentre per la parte interna a qualche decennio prima. è più̀ antica. Dulcis in fundo, il Museo Etnografico dell’abbigliamento tradizionale Casa Ligas-Uda (via Verdi 20), ovvero l’unico museo etnografico in Sardegna che custodisce un’eccezionale collezione costituita da tutti gli abiti originali finora noti, di un’unica comunità, Settimo San Pietro, tutelata dalla Soprintendenza ABAP di Cagliari. I monumenti saranno visitabili gratuitamente sabato 9 maggio dalle 15 alle 20 e domenica 10 maggio dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20».
